L’anno in corso verrà ricordato come una stagione di grande impatto per le missioni spaziali. Ieri un tassello molto importante si è aggiunto a quest’odissea nello spazio: OSIRIS – Rex ( Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer) è partito regolarmente da Cape Canaveral e nel giro di due anni incontrerà il suo obiettivo Bennu, da quel momento inizierà la vera impresa: studiare l’asteroide con i numerosi strumenti della sonda e raccogliere 60 grammi di materiale in superficie da riportare come souvenir scientifico a terra nel 2023.

La NASA ha finalmente messo a segno, dopo oltre 12 anni di studi, l’avvio della missione. Tutto ciò è importantissimo per scoprire di più sulla presenza dei mattoni della vita, soprattutto su molecole e amminoacidi.

OSIRIS – Rex sarà la prima missione ad indagare in modo così accurato intorno al ruolo degli asteroidi nello sviluppo della vita, ma non bisogna dimenticare gli obiettivi secondari: si cercherà di analizzare al meglio le risorse minerarie dell’oggetto, per comprendere come in futuro l’uomo potrà servirsi degli asteoroidi, e attraverso le analisi delle dinamiche si riuscirà ad avere maggiori informazioni sui corpi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta.

QUALI ASPETTI LEGALI CI SONO DIETRO L’ESPLORAZIONE DI ASTEROIDI?

Proprio questo tema induce gli esperti ad alcune valutazioni di tipo legale, Per farci spiegare tutte le possibili conseguenze e se è possibile uno sfruttamento di risorse nello spazio, abbiamo parlato con Henry Hertzfeld, professore di politiche spaziali e affari internazionali alla Elliott School of International Affairs di Washington: “ Osiris-Rex è una missione scientifica governativa che mira all’esplorazione scientifica. Non ci sono speciali quesiti legali sollevati da questa missione ed è pienamente all’interno della libertà di ogni nazione accedere allo spazio ed aver diritto di perseguire l’esplorazione scientifica. Possono esserci problemi sulla protezione planetaria (cioè le regole COSPAR sulla contaminazione biologica), oppure sui temi riguardo la responsabilità di un incidente inaspettato (oggetto di studio per tutte le attività spaziali, non limitato soltanto a questa particolare missione). Ma ci sono procedure standard per trattare questi tipi di possibili problemi, Questa missione riporterà più materiale rispetto a quello preso da USA e URSS nelle missioni lunari o della missione giapponese Hyabusa, che ha riportato alcuni piccoli campioni di un asteroide. Quelle missioni erano anche per scopi scientifici e il diritto di una nazione di esplorare non era stato messo in dubbio, e la questione riguardo le proprietà e l’uso delle pietre lunari riportate non era stata affrontata. Bisogna notare che una missione governativa, almeno negli Stati Uniti, non ha bisogno dello stesso tipo di approvazioni, licenze e supervisioni che sono richieste per un’ente del settore privato; è guidata da procedure interne che chiaramente riconoscono gli obblighi statunitensi sotto i trattati che ha ratificato. Una missione privata per lo sfruttamento degli asteoroidi potrebbe essere molto ben indirizzata all’ utilizzo di risorse (trarre cioè profitto da un investimento) e probabilmente potrebbe essere soggetto ad un regime legale nazionale diverso da quello di una missione governativa di esplorazione scientifica. Ciò non significa che una simile attività spaziale violerebbe necessariamente l’obbligo di un trattato o non sarebbe permessa, ma probabilmente sarebbe soggetta ad una specifica autorizzazione/ regolamentazione/licenza nazionale, rispettando al massimo la sicurezza nelle operazioni e la responsabilità finanziaria”.

Gli strumenti della missione sono tanti e dotati di caratteristiche tecniche importanti per uno studio completo dell’oggetto: per la loro realizzazione il team NASA ha intarsiato importanti collaborazioni con altri enti spaziali, ad esempio per la messa a punto di OLA (Laser Altimeter OSIRIS-Rex) l’agenzia USA si è appoggiata all’aiuto della CSA (Canadian Space Agency). Altro strumento essenziale per la riuscita della missione è l’elegante e intuitivo braccio meccanico TAGSAM, che raccoglierà i campioni dell’asteroide da riportare a terra. La strumentazione della sonda comprende anche importanti camere, attraverso le quali si mapperà al meglio la superficie di Bennu.

Altra domanda chiave da porsi è: perchè tra tutti gli oggetti disponibili e raggiungibili è stato scelto Bennu?

Le risposte sono molteplici e comprendono vari fattori, dalla vicinanza alla Terra, infatti il corpo scoperto nel 1999 dal programma LINEAR fa parte dei NEO (Near Earth Object), alla sua composizione: l’asteroide selezionato infatti è stato selezionato grazie alla sua età e alla sua ricca presenza di carbonio e tra i corpi che si stavano vagliando per il lancio della missione solo 5 tra questi presentavano una ricca dose di carbonio.

La missione è fondamentale per lo sviluppo delle nostre conoscenze sul nostro passato, tuttavia non si può disegnare con certezza un futuro spaziale con miniere e risorse prese da asteoroidi. Il professor Clive Neal, studioso del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Notre Dame (USA), con all’attivo moltissime collaborazioni a missioni spaziali, ci ha espresso la sua perplessità su questo scenario commerciale per lo spazio: “Le aziende in America si stanno concentrando sui metalli del gruppo del platino, ma l’estrazione nello spazio prevede che le tecnologie dovranno essere adattati alla microgravità. Io non credo ci siano già e non vedo molto investimento per permettere a tutto questo di diventare una realtà”.

Quando si parla di spazio dobbiamo pensare, come in fondo stiamo vedendo anche con SpaceX, che i modelli vanno ancora costruiti, tuttavia Neal è chiaro intorno all’operazione: “I costi di una tale azione sarebbero enormi”.

Molti in queste ore hanno parlato di una nuova porta aperta dall’uomo nello spazio, questo è parzialmente vero, tuttavia lo scienziato statunitense ci ha ricordato: “La microgravità, associata agli asteroidi, rende problematica l’esplorazione umana di questi oggetti. Inoltre il campionamento sarebbe molto difficile”, le difficoltà tecniche dunque non sono aggirabili per ora, e fino a quando anche  l’equipaggiamento tecnico per affrontare le missioni nello spazio non migliorerà, risulterà impossibile mandare un esponente della nostra specie su un asteoroide, anche se vicino al nostro pianeta.

Jim Garvin, Chief Scientist del Goddard Space Flight Center , ha definito OSIRIS-Rex, dopo il lancio in diretta su NASA tv: “Una porta verso un nuovo modo di fare esplorazione spaziale”. Probabilmente abbiamo intrapreso una strada meravigliosa e ricca di scoperte, che in qualche modo ci riveleranno il nostro passato: ora tocca a te, OSIRIS- Rex.

Gianluigi Marsibilio

Photo Credit: (NASA)