150 scienziati australiani hanno inviato al loro governo una lettera per sensibilizzare l’amministrazione sul tema del riscaldamento climatico. Gli scienziati hanno sottolineato come luglio 2016 sia stato il mese più caldo mai registrato e hanno fatto pressione sul Premier Malcolm Turnbull affinchè solleciti il suo e gli altri governi a risolvere la situazione climatica con accordi validi. Queste sono le parole della comunità indirizzate al primo ministro: “Mentre l’accordo di Parigi resta non vincolante e il riscaldamento globale ha ricevuto attenzione minima nelle recenti elezioni, i governi di tutto il mondo stanno avallando una morte su larga scala degli ecosistemi planetari, che minaccia di lasciare gran parte della Terra inabitabile. Chiediamo al governo australiano di affrontare alla radice le cause di una tragedia climatica e fare ciò che è necessario per proteggere le generazioni future e la natura, incluse sia le riduzioni significative delle emissioni di picco di carbonio in Australia che le esportazioni di carbone, mentre c’è ancora tempo”.

I ricercatori sono stati chiari, all’orizzonte non c’è nessuna “Terra B”.

 

SPACEX OLTRE L’ESPLOSIONE

Nella giornata di giovedì il razzo di SpaceX è esploso, a causa di un problema al serbatoio di ossigeno, sulla piattaforma di lancio a Cape Canaveral.

Le indagini complete per verificare e risolvere tutti i disagi che hanno portato al grave incidente di questa setttimana sono ancora in corso.

La priorità dell’azienda adesso rimane: “quella di tornare in volo in modo sicuro e affidabile per i nostri clienti, e prendere tutte le misure necessarie per garantire i massimi livelli di sicurezza per le future missioni con equipaggio che si svolgereanno con Falcon 9”.

Il danno è ancora difficile da calcolare, quindi altrettanto complesso è stabilire una data per il ritorno di Falcon9: i clienti sono in attesa e tutto il mondo, aereospaziale e non, attende sviluppi.
Prima di darvi appuntamento alla prossima settimana  vi segnaliamo una lettura molto interessante dal New York Times sulla lotta scientifica e legale nel mercato delle sigarette elettroniche e del tabacco negli USA.

 

Gianluigi Marsibilio