La scoperta del pianeta intorno a Proxima Centauri ha lasciato un segno nella ricerca di nuovi mondi. Noi di Tra Scienza e Coscienza, dopo aver raccolto le voci dei ricercatori nel nostro articolo sullo studio, abbiamo chiesto a due vecchie conoscenze del blog, Amedeo Balbi e Renè Heller, di commentare la rilevazione.

Oggi pubblichiamo la prima delle due interviste.

L’astrofisico Amedeo Balbi ci ha parlato dell’esopianeta di Proxima Centauri, catalogandolo come un oggetto di straordinaria importanza per raggiungere un bersaglio come la vita extraterrestre.

Con la ricerca appena pubblicata siamo entrati in una nuova era per la ricerca agli esopianeti?

Sapere che la stella più vicina alla nostra ha un pianeta potenzialmente abitabile darà certamente un impeto forte alla ricerca nel campo degli esopianeti e all’astrobiologia. Basta pensare che i grandi telescopi di prossima generazione (penso ad esempio all’E-ELT, di cui è iniziata la costruzione) potrebbero riuscire a osservare direttamente Proxima b e investigare la sua composizione atmosferica. Ora che sappiamo che c’è un esopianeta “dietro l’angolo”, abbiamo un chiaro bersaglio su cui concentrare gli sforzi per cercare la vita fuori dal nostro sistema solare.

È possibile stabilire se Proxima Centauri sta influenzando il suo pianeta? Si può veramente parlare di “earth like planet”?

Per ora sappiamo davvero molto poco su Proxima b: abbiamo una stima della sua massa minima, e conosciamo la distanza dalla stella. Quest’ultima è compatibile con una temperatura superficiale moderata, che potrebbe consentire all’acqua, se ce ne fosse, di restare allo stato liquido. Tuttavia, ci sono probabilmente differenze molto forti con il nostro pianeta. Intanto, Proxima Centauri è una “nana rossa”, una stella molto più piccola e debole del nostro Sole. Poi, il pianeta orbita così vicino alla stella da essere esposto a radiazioni molto forti, e non sappiamo quali conseguenze ciò potrebbe avere sul suo ambiente. C’è da aggiungere che molto probabilmente il pianeta è bloccato in un’orbita “sincrona”, cioè tale da rivolgere sempre la stessa faccia verso la stella. Se fosse così, non ci sarebbe alternanza fra giorno e notte. Insomma, Proxima b non sarà certo come la Terra. Tuttavia, potrebbe essere adatto alla vita, magari in forme diverse da quelle del nostro pianeta. Solo ulteriori studi potranno chiarire come stanno davvero le cose.

Con questa conferma quanto può essere importante la missione proposta da Hawking e Milner?

Be’, a questo punto l’idea di mandare una sonda interstellare nel sistema di Proxima Centauri diventa davvero allettante. Per ora, è bene dirlo, siamo nel campo delle congetture. Ma, certamente, sapere che adesso abbiamo un obiettivo concreto potrebbe accelerare le cose. Mi auguro di vivere abbastanza a lungo per vedere come andrà!

La fantascienza racconta le realtà esoplanetarie da anni. Voi scienziati siete ispirati anche da racconti fantascientifici? È possibile coniugare fantascienza e scienza nel campo degli esopianeti?

Credo che molti di noi si siano avvicinati alla scienza anche grazie al senso di meraviglia trasmesso dalle opere fantascientifiche. Penso che sia questa la connessione più forte tra scienza e fantascienza. Naturalmente, come scienziati poi dobbiamo dimenticare la fantasia e seguire le evidenze.