È ormai noto che alle ore 3.36 di questa mattina l’Appennino centrale è stato colpito da un terremoto avente magnitudo pari a 6.0.

Le province maggiormente interessate dal sisma sono quelle di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, ma anche L’Aquila e Teramo.

L’epicentro è stato rilevato nelle estreme vicinanze del comune di Accumoli; inoltre, anche i comuni di Arquata del Tronto ed Amatrice hanno riscontrato il maggior numero di danni.

L’area, non nuova a questi avvenimenti, ha assistito a vari fenomeni sismici anche nel passato: le più considerevoli sono quelle del 1639, del 1646 e del 1703.

Secondo i dati dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ripetute scosse sono state registrate dopo quella delle 3.36, tutte aventi valori della scala Richter oscillanti dal 5.4 al 3.0.

 

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(Fonte: INGV)

Il terremoto è stato provocato dall’attivazione della faglia, di estensione approssimativa di 25 km e di direzione NNO-SSE.

Da un punto di vista geologico, la faglia si è formata in seguito ai movimenti riguardanti gli Appennini e soprattutto in relazione all’innalzamento del Gran Sasso. La faglia, rimasta a lungo silente, aveva denunciato una possibile riattivazione, che aveva spinto i geologi a prevedere appunto questo evento in tempi storici recenti.

 

CqmJM8uUEAE3VzC.jpg(Fonte: Croce Rossa Italiana)

Questa mattina la Croce Rossa Italiana ha postato su Twitter un manifesto per ricordare le giuste precauzioni da prendere in caso di terremoto. Usate tutte le precauzioni e niente panico, in caso di emergenza chiamate i seguenti numeri: Contact center della Protezione civile: 800840840; o qu sala operativa della protezione civile Lazio: 803555.

Per permettere comunicazioni ottimali nelle zone colpite la Regione Lazio ha lanciato il seguente appello: “Se vivete nelle zone colpite dal sisma, dove ci sono persone evacuate, togliete la password del wifi per agevolare le comunicazioni”.

Anche questa è divulgazione scientifica e noi di Tra Scienza & Coscienza speriamo di aiutare tutti.

Cristiana Picchi

 

Fonte Immagine: INGV