Al New York University Wireless Lab di Brooklyn, alcuni studenti stanno testando un nuovo equipaggiamento che potrà trasmettere dati alla velocità di 10 gigabits al secondo. Queste nuove tecnologie renderanno le nostre connessioni mobili circa 100 volte più veloci di quello che le attuali permettono.

Quando la nuova rete sarà standardizzata, verrà conosciuta come “5G”, coprirà una zona quattro volte superiore a quella attuale (4G) e consentirà una velocità minima di quaranta volte maggiore. È previsto che questa nuova connessione utilizzerà uno spettro radio ad “onde millimetriche”, oppure una lunghezza d’onda superiore a 24 gigahertz. Queste alte frequenze trasportano molti dati, ma sono facilmente ostacolate da edifici, fogliame e persino pioggia, tutto ciò rende complesso il loro uso, ma grazie ai passi avanti negli ambiti dell’elaborazione del segnale e delle tecnologie di antenna Samsung, AT&T, Verizon, Ericsson, e altre compagnie potranno usare questo spettro per le nuove generazioni di connettività mobile. La New York University ha dimostrato come le onde millimetriche possano essere usate per le comunicazioni mobili, aggirando così il più grande problema: che le stesse vengano bloccate con facilità da oggetti posti fra la trasmittente e il ricevitore. La soluzione è stata trovata in arrays (vettori) di piccole antenne su dei chips o su circuiti in miniatura che possono guidare il segnale così da eliminare il problemi di connessione. Questa tecnica è conosciuta come “phased array”; Samsung, per esempio, ha già creato prototipi di u phased array a 32 antenne in dispositivi wireless portatili. I primi dispositivi dotati di questa tecnologia potrebbero apparire sul mercato fra i due e i cinque anni. Alla base delle nuove tecnologie nel campo del wireless ci sono dei progressi nell’ambito dei microchips. Innanzitutto le nuove scoperte ci hanno portato a creare dei chips sempre più piccoli ma che riescono a processare una gran mole di dati senza prosciugare la batteria, e in secondo luogo, molti chips sono creati con un secondo strato di materiali che agiscono come antenne, minimizzando così la perdita di segnale e il consumo della batteria.

La nuova ondata di attività proviene da una maggiore richiesta di dati wireless da parte di miliardi di persone che si aspettano una crescente capacità dai loro dispositivi mobili. Grazie a nuove reti elettriche intelligenti e dispositivi sempre più all’avanguardia, il futuro si preannuncia davvero promettente.

Luigi Tatonetti