Il mondo sta consumando più pesce che mai. A rivelarlo è il rapporto biennale della FAO sullo stato del pescato. Lo studio mette in mostra cifre significative sul consumo di pesce: se nel 1960 le persone in media consumavano 9,9 kg di pesce a testa, nel 2014  ne mangiano oltre 20 kg.

Le cifre sono aumentate sia per quanto riguarda la pesca ma anche per la produzione di pesce negli allevamenti; il trend è particolaramente in crescita per molluschi, alghe e crostacei.

Oltre il 31% del pescato viene fuori da una serie di pratiche illegali e insostenibili. A quanto pare le cose nei prossimi anni sono destinate a peggiorare se non verranno messi paletti a queste attività: occorre trovare un rimedio valido in tempi molto brevi.

OCCHI SU ZIKA

Nessuno nasconde che, oltre agli atleti, il mondo a Rio 2016 osserverà l’ andamento di Zika: la NIH (National Institute of Health) ha finanziato uno studio per analizzare il comportamento del virus in questo contesto.

Gli sportivi saranno monitorati per evitare rischi legati alla malattia, le manifestazioni si svolgeranno tra agosto e settembre (considerando anche i giochi paralimpici).

Per chi guarda con preoccupazione il Brasile, bisogna ricordare il solido apparato di ricerca che in questi mesi si sta sviluppando intorno al virus, finanziato anche da istituti statunitensi.

Zika, come ha ricordato anche Obama chiedendo molti finanziamenti, deve rimanere una priorità e i giochi forse possono essere un’occasione per studiare accuratemente il virus, sperando che non crei disagi a nessuno.

La lettura della settimana, è dedicata allo stato dei test genetici sulla diagnosi del tumore, è presa dal The Atlantic . Questa analisi ci ricorda come un avversario dei malati, a volte, non è solo la malattia ma anche la burocrazia macchinosa legata a pratiche innovative.

Gianluigi Marsibilio