Abbiamo parlato con Giovanni De Sanctis, scopritore di oltre 40 asteroidi, che il 2 agosto presenterà, in una conferenza a Guardiagrele (Chieti), gli asteroidi Majella e Marrucino da lui scoperti.

Nelle serate di agosto ci saranno tre appuntamenti dedicati all’osservazione astronomica nella cittadina abruzzese. Gli incontri inzieranno il 2 agosto, dopo il convegno dedicato alla “Scoperta degli asteroidi Majella e Marrucino”. L’iniziativa si terrà, grazie all’Ente Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese, nel Palazzo dell’Artigianato.

D:Quanto è importante studiare gli asteroidi? Potrebbero veramente essere delle “miniere” da cui prendere risorse nel futuro prossimo?

Gli asteroidi o pianetini dovrebbero essere dei “fossili viventi” della popolazione di planetesimi da cui i pianeti maggiori hanno avuto origine.

Il 27/06/1997 la sonda NEAR Shoemaker è transitata in prossimità dell’asteroide 253 Mathilde, per poi proseguire sulla traiettoria verso 433 Eros. Mathilde è stato il primo asteroide ad essere visitato da una sonda. Per il momento accontentiamoci di Exomars 2016 che viaggia verso Marte per studiare, con attrezzatura in gran parte italiana, l’atmosfera marziana, ancora in gran parte un rebus da sciogliere.

D: Cosa ci dirà lo studio di questi oggetti sull’origine del sistema solare?

Il loro studio può fornire informazioni insostituibili sulla formazione del nostro Sistema Solare come lo osserviamo oggi.

D: Grazie ai nuovi strumenti astronomici, come è cambiata la ricerca sugli asteroidi nel corso degli anni?

Negli anni 70 le osservazioni venivano effettuate con telescopi con determinate caratteristiche che, con il passare degli anni sono migliorate; ma il grosso passo avanti nell’acquisizione dei dati è stato fatto sostituendo le vecchie lastre fotografiche con camere CCD, che ha permesso di ridurre significativamente il tempo di esposizione con la possibilità di correggere le foto con opportuni software.

D: A volte i soliti allarmismi ci portano a parlare di asteroidi vicini al nostro pianeta, pronti ad un impatto devastante con la Terra: come procede in realtà la ricerca sui NEO? Quanto sono pericolosi? L’Italia che ruolo ha in questo campo di studi?

L’acronimo NEO deriva dall’inglese Near Earth Objects, oggetti vicini alla terra, ed indica quella popolazione di corpi che orbitano attorno al sole su traiettorie tali da essere potenzialmente in grado di impattare il nostro  pianeta. Oggi i NEO numerati sono circa 2200 e quelli ancora da numerare sono più di 12000.

Processi del tutto caotici e perciò imprevedibili sono possibili anche se su tempi scala ben superiori a quelli che scandiscono la nostra vita quotidiana (parliamo di milioni o addirittura di centinaia di milioni di anni). Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e altre nazioni stanno monitorando questi oggetti.

D: Alcuni studiosi internazionali si stanno concentrando sulla ricostruzione delle collisioni tra asteroidi. Qual’è l’importanza di questi studi a che risultati potrebbero portare?

Parlando sempre di NEO, un concetto che va sempre tenuto presente riguardo alla problematica dei rischi di impatto, è scientificamente privo di senso predire la collisione con un asteroide, anche ben conosciuto, su tempi scala superiori al secolo. Quello che si può fare è quantificare la probabilità. In laboratorio si fanno prove di collisione che potrebbero fornire nuovi elementi su come si siano formati i pianeti agli albori del sistema solare.

D: Iniziative come l’Asteroid Day come possono sensibilizzare il pubblico attirando interesse su questi oggetti?

Ben vengano queste iniziative. E’ un movimento che coinvolge molte persone in tutto il mondo, che si ritrovano per informare sul tema degli asteroidi e nello stesso tempo sollecitare i governi a finanziare questo tipo di ricerca.

D: Quanto è importante, anche a livello locale, proporre una corretta divulgazione scientifica tramite serate a tema o eventi dedicati?

Nell’astronomia la divulgazione avviene per lo più tramite pubblicazioni su riviste internazionali e italiane, o con i mezzi di informazione e convegni; in ambito non professionale è svolta in genere dalle associazioni di astrofili. La cosa che comunque attira di più è quella di ” mettere l’occhio al telescopio” ed  è quello che faremo noi nelle tre serate programmate ad agosto.

Vi aspettiamo nei tre giorni del 2, 10, 26 agosto a Guardiagrele per la conferenza e le serate di osservazione.

Gianluigi Marsibilio