Alle 23:53, ora della costa orientale, un segnale dalla sonda Juno ha annunciato di aver portato a compimento correttamente le manovre e di essere entrata correttamente nell’orbita del gigante gassoso.

Con l’entrata nell’orbita della sonda, Juno vuole a tutti costi scoprire i segreti del pianeta che appare come una vera macchina del tempo del nostro sistema solare.

La sonda Juno, costruita dalla NASA e lanciata nel 2011, ha percorso circa 2,8 miliardi di chilometri, trascorrerà 20 mesi in orbita a scrutare il gigante gassoso. Se tutto va bene, Juno misurerà la quantità di acqua presente sotto l’atmosfera, mapperà l’interno del pianeta e fornirà delle informazioni importanti sui poli del pianeta.

STORIA DELLE SONDE SU GIOVE

Da 43 anni il re dei mondi è continuamente esplorato da sonde robotiche: la prima ad aver sorvolato Giove fu la sonda Pioneer 10 nel 1973, l’altra curiosità della missione guidata dall’Ames Research è legata al superamento della velocità di fuga del sistema solare; per aspettare la messa in orbita di una sonda intorno al gigante gassoso bisogna attendere Galileo nel 1995.

Un particolare legato alla missione dedicata allo scienziato italiano, durata ben 14 anni complessivamente, si intreccia con una ricerca riportata su Nature da Carl Sagan sulla ricerca della vita, che evidenziava la presenza di quattro criteri: “forte assorbimento di luce nell’estremità rossa dello spettro visibile (in particolare sopra i continenti), causata dall’assorbimento della clorofilla durante la fotosintesi delle piante; assorbimento nello spettro dell’ossigeno molecolare, come risultato dell’attività delle piante; assorbimento nello spettro dell’infrarosso provocato dal metano in quantità di 1 micromole per mole; trasmissione di onde radio modulate a banda stretta, che non possono provenire da alcuna sorgente naturale”.

Gli Strumenti di Juno sono stati progettati per misurare con precisione i campi magnetici e gravitazionali di Giove. Ci saranno importanti novità sullo studio della Grande Macchia Rossa, che secondo alcuni studi recenti sta diminuendo la sua estensione nell’atmosfera del pianeta.

Il costo della missione si aggira intorno agli 1.1 miliardi di dollari, i suoi principali obiettivi scientifici saranno quelli di capire il ruolo di Giove nella formazione del sistema solare.

 

LEGO COSMICI

A bordo dello strumento targato NASA ci sono tre pupazzi LEGO, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’ente spaziale e la ditta di giocattoli ha come obiettivo quello di avvicinare i bambini alla scienza. I tre protagonisti sono Galileo, Giunone e Giove; tre personaggi molto importanti sia simbolicamente che scientificamente.

 

Il 27 agosto tutti gli strumenti (10 sono quelli principali per la raccolta di dati) della sonda saranno operativi e la NASA potrà finalmente dare il via a quella che è stata definita la più grande impresa di sempre dell’agenzia: proprio attraverso l’account Twitter dell’agenzia spaziale questa notte sono state dati continui aggiornamenti sui passi compiuti dalla sonda nel suo avvicinamento decisivo verso il pianeta.

La dotazione di Juno è anche made in Italy: sia il JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper) che il KaT (Ka-Band Translator) sono stati infatti realizzati o progettati nel nostro Paese.

 

La sonda resterà in attività per 20 mesi e cercherà di rispondere a domande fondamentali sulla formazione, non solo di Giove, ma dell’intero sistema solare. Buon lavoro Juno, ora tocca a te portarci più in là.

Gianluigi Marsibilio

(Crediti immagine: NASA/JPL)