Abbiamo incontrato la studiosa Sheila Rowan, da anni la professoressa dell’Università di Glasgow collabora con LIGO ed è una cacciatrice esperta di onde gravitazionali. La scienziata è diventata capo consulente scientifico del governo scozzese, come vi avevamo raccontato in Sette Giorni di Scienza, e oggi vogliamo celebrarla pubblicando la nostra intervista, avvenuta qualche settimana prima del secondo annuncio di rilevazione di onde gravitazionali.

Abbiamo parlato con lei delle onde, delle finestre dell’astronomia gravitazionale e del ruolo delle donne nell’esperimento LIGO.

D: La scoperta delle onde gravitazionali cosa cambia? Come si evolveranno gli strumenti  per raccogliere dati?

Questa scoperta ha cambiato il modo in cui possiamo studiare l’universo, ora abbiamo un nuovo strumento da usare per svelare il processo e gli oggetti al di fuori del cosmo.

L’attuale generazione di osservatori delle onde gravitazionali sta ancora lavorando così da poter raggiungere i loro progetti sensibili. Parallelamente si stanno costruendo e commissionando nuovi osservatori in modo da formare un sistema di osservatorio globale in pochi anni a seguire.

D: Dopo la rilevazione delle onde annunciata a febbraio, si è parlato di una nuova porta per l’astrofisica. Ma cosa si nasconde dietro questa porta?

Un’intera nuova serie di segnali gravitazionali, alcuni provenienti da processi oscuri nell’universo che non possono emettere alcuna luce o segnali elettromagnetici. Ci aspettiamo ad esempio di essere in grado di percepire i disturbi nello spaziotempo provenienti da un’intera famiglia di coppie di buchi neri che si avvicinano per fondersi. E’ qualcosa che prima di adesso si poteva solo supporre.

D: Grazie allo studio delle onde gravitazionali capiremo di più su oggetti come le stelle di neutroni? Cosa potremmo scoprire?

Speriamo di ottenere informazioni su cosa compone l’interno delle stelle di neutroni, abbiamo teorie riguardo a quale forma potrebbe avere, ma le osservazioni di onde gravitazionali dovrebbero aiutarci a capire la natura delle stelle di neutroni. Dallo studio delle proprietà della fusione dei buchi neri speriamo di scoprire il modo in cui si sono formate nel tempo. Dopo aver ottenuto un numero elevato di questi casi possiamo partire con la cosmologia gravitazionale, esaminando il tasso di espansione dell’universo e percorrendo una strada differente da quella che attualmente percorriamo. Questi sono solo un paio di esempi sui futuri scenari dell’astrofisica.

D: Come continuerà a lavorare LIGO? Quali sono le previsioni a lungo termine per questo strumento?

Gli osservatori di LIGO sono in un fase di miglioramento per iniziare un nuovo periodo di osservazione nel corso dell’anno, l’obiettivo è quello di raccogliere nuovi dati a fine estate/inizio autunno per sei mesi. Gli strumenti si fermeranno per un ulteriore miglioramento, con l’obiettivo di aumentare la sensibilità e le prestazioni, per arrivare ad avere piena operatività entro il 2019/2020. Allo stesso tempo è in corso di costruzione un terzo osservatorio LIGO in India, gli scienziati del campo stanno lavorando duro sulla tecnologia necessaria per rendere questi strumenti ancora più sensibili nel prossimo decennio e oltre, in modo da osservare i segnali provenienti anche dalle zone più lontane dell’universo, per trovare altre prove della sua storia gravitazionale.

D: Sappiamo che per la ricezione delle onde è stata resa possibile da una collaborazione tra LIGO e VIRGO. Quanto sono importanti queste collaborazioni per l’astrofisica?

Una delle più grandi sfide nel nostro campo è nella potenza della collaborazione. Per massimizzare lo sforzo nelle scienze ciò che possiamo fare è combinare i dati dei rilevatori che sono ampiamente distanziati sulla terra. Il rilevatore Virgo, situato in Italia, è alle fasi finali della realizzazione e si spera che entro la fine dell’anno riesca a funzionare accanto a LIGO. Con l’arrivo delle onde gravitazionali con i diversi rilevatori  in funzione si otterranno  segnali per comprendere al meglio la posizione d’origine dell’onda. Con Virgo in funzione e la condivisione dei dati possiamo migliorare in modo signifcativo la capacità di fare questi studi.

D: A tutti è rimasto impresso il suono emesso durante la rilevazione delle onde. Che musica sta suonando l’universo?

Penso che abbiamo ascoltato un pezzo di musica d’avanguardia, in futuro credo ci sarà una vera sinfonia.

D: Quanto è difficile per una donna lavorare nell’astrofisica e collaborare a dei progetti come LIGO? C’è tra gli scienziati o nella comunità accademica un leggero sessismo?

Quando sei in minoranza tendi ad essere molto visibile, questo ha dei pro e dei contro. La collaborazione con Ligo ha preso veramente sul serio la commessa di supportare le diversità e l’inclusione nella collaborazione, penso che sia un messaggio forte e importante da diffondere sia all’interno che all’esterno della collaborazione.

Gianluigi Marsibilio