Il consiglio direttivo del progetto Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor) ha confermato che il primo plasma creato dall’esperimento vedrà la luce nel 2025, oltre cinque anni più tardi della prima data scelta.

ITER è una collaborazione tra l’Unione Europea , la Cina , l’India , il Giappone , la Corea del Sud , Russia e Stati Uniti . La costruzione dello strumento sta avvenendo in Francia e alla fine del 2020 doveva generare il primo plasma. Per raggiungere gli obiettivi scientifici dell’esperimento bisogna portare gli isotopi dell’idrogeno (deuterio e trizio) a temperature superiori a 100 milioni di gradi celsius, il plasma sarà mantenuto stabile con supermagneti e generatori di microonde.

 

Gli USA, tramite il Senato, hanno reso noto che continueranno a sostenere il progetto almeno fino al 2018 con un finanziamento di 6,5 miliardi di dollari.

Attraverso il segretario all’energia Ernest Moniz gli USA hanno espresso preoccupazioni sui membri del progetto che non riescono a rispettare i vincoli economici di Iter, i rallentamenti e i continui slittamenti sul primo plasma sono dovuti proprio a queste mancanze.

 

Anche l’Italia sta partecipando al progetto con la realizzazione di uno dei supermagneti utili per la stabilizazzione del plasma, a costruire questo strumento è un’azienda con sede a La Spezia (ASG Superconductors).

 

Il progetto Iter ha un costo complessivo di oltre 20 miliardi ed è la più grande prova per la realizzazione di energia attraverso la fusione nucleare; da oltre 30 anni si cerca di mettere in moto il progetto, che con l’individuazione del sito a Cadarache in Francia, avvenuta dieci anni fa, sembrava finalmente in via di realizzazione.

Logicamente come ricordano gli amministratori del progetto, in particolare Bernard Bigot, amministratore generale di Iter, non è facile coordinare tutto lo staff internazionale intorno all’esperimento. Ad oggi, nonostante i ritardi e l’esperimento ancora in fase di costruzione, sono state fatte stime attendibili e tutti i partner possono prendere decisioni basate su prospetti più precisi.

I membri da qui al 2025 dovranno fornire un surplus di 5,2 miliardi di dollari: alcuni membri avevano già fatto sapere di non poter adempiere a queste cifre, per questo si sono studiate nuove adeguamenti di budget e nuovi modi per restringere queste grandi cifre.

Il rinvio di date permetterà a tutti i membri di gestire al meglio la loro partnership con Iter, infatti Bigot ha confermato: “ Tutti si sentono più a loro agio”.

Sono stati confermati anche nuovi posti di lavoro, oltre 700 persone in più saranno impiegate nel progetto ITER: l’atmosfera ora, come ricorda il presidente su Science, è molto positiva e nonostante i ritardi tutto sembra andare per il meglio.

 

Gianluigi Marsibilio