Non è impossibile immaginare lo sviluppo di pianeti che potrebbero aver ospitato in qualche modo la vita, intorno ad una particolare categoria di stelle ribattezzate CEMP.

L’evoluzione della vita nell’universo è da anni al centro di molti studi, dall’astrobiologia all’astrofisica molti scienziati indagano sulla formazione dei pianeti adatti alla vita: la ricerca portata avanti da Natalie Mashian e Avi Loeb dell’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ha analizzato, per approfondire lo studio dello sviluppo della vita nell’universo primordiale, un tipologia di stelle molto particolare, le CEMP (carbon-enhanced metal-poor stars).

Queste stelle sono molto povere di metalli ma particolarmente ricche di carbonio: gli astronomi dunque possono trovare mondi di diamante attraverso la ricerca di una classe rara di stelle, come le CEMP.

Studiare queste stelle è come vedere dei veri e propri fossili dell’universo primordiale, Loeb ha commentato: “possiamo vedere come in esso si siano formati i pianeti, e forse anche la vita”, la sfida è quella di studiare le atmosfere dei pianeti attraverso metodi come il transito: “Questo è un metodo pratico per scoprire la velocità di formazione dei pianeti nell’universo neonato”.

Bisogna guardare a tutti i costi pianeti che orbitano intorno a questa tipologia di stelle, le soprese potrebbero essere tante, le tracce di vita non sono escluse e i due ricercatori sono molto ottimisti su questa ipotesi.

Gianluigi Marsibilio

Qui alleghiamo la ricerca dei due scienziati