Pannelli solari e pale eoliche: l’Africa decide di imboccare la strada del rinnovabile tanto da posizionarsi al primo posto per investimenti nel settore. Dallo studio del The Economist emerge che, in percentuale, la capacità installata di energia rinnovabile in alcuni Paesi africani e nelle nazioni del G7 vede la supremazia del Ruanda con il 63%. Una posizione rilevante viene assunta anche dai restanti quattro Stati africani considerati: Sierra Leone (40%), Kenya (33%), Malawi (24%), Etiopia (18%), occupano rispettivamente quarto, quinto, settimo e nono posto nella classifica.

L’Africa non può essere ancora considerata un leader nel campo perchè, nonostante i notevoli passi avanti, la cosiddetta “energia pulita” copre solamente il 5% del fabbisogno del continente, che è costretto a spendere dai 60 ai 90 milioni l’anno per compensare il deficit di energia. Da questa percentuale è stata però esclusa l’idroelettrica, che costituisce circa il 20% della totale. La restante è fornita da carbone(49%), gas naturali (16%), petrolio e diesel (8%) e per il 2% da centrali nucleari.

L’energia risulta essere un problema di notevole portata per il continente, dato che non ci sono connessioni adeguate o sono totalmente assenti: scuole e ospedali sono prive di luce o attrezzature, le case sono illuminate da pericolose e oltretutto inquinanti lampade a cherosene. Circa 600 milioni di persone dell’ Africa sub sahariana, infatti, non hanno accesso all’elettricità. Solo 7 stati stimano una percentuale di accesso pari al 50%, gli altri si limitano al 20%. A farne le spese sono anche aziende e industrie: si calcola una perdita del 5,5% delle vendite a causa di interruzioni di corrente.

Lo scopo dei vari Paesi dovrebbe essere quello di seguire le orme del Sud Africa: organizzare programmi competitivi di investimenti, che non siano quindi occasionali e indipendenti, ma affinchè ciò si verifichi gli imprenditori richiedono miglioramenti fiscali e strutture e infrastrutture più adeguate. Lo sviluppo è quindi necessariamente correlato ad una crescita economica. Si propongono inoltre trasparenza nella pubblicazione dei documenti chiave di pianificazione e l’obiettivo di distribuire, a seguito delle varie modifiche, 300GW entro il 2030.

Diletta Tatonetti