Il World Economic Forum ha recentemente redatto una classifica che stima i livelli minimi dei salari di tutto il mondo: al primo posto compare l’Australia con un salario minimo di 9,54 dollari (corrispondente a circa 8,50 euro), seguita da Lussemburgo e Belgio, con, rispettivamente, salari minimi di 9,24 $ e 8,50 $.

Pur non comparendo tra le prime posizioni di questa lista, gli Stati Uniti ed il Regno Unito hanno registrato dei dati piuttosto positivi, soprattutto in relazione ai nuovi provvedimenti presi a riguardo. Entrambi, infatti, stanno approvando nuove legislazioni che provvedono all’aumento graduale del salario minimo annuo: il Regno Unito ha incrementato questo valore fino a 10,25 $, mentre gli Stati della California e di New York lo ammontano a 15 $.

E’ uno dei più grandi aumenti di salario minimo legale che un governo abbia mai fatto nel mondo occidentale a memoria d’uomo”.

Così il ministro Nicholas Boles accoglie la nuova politica intrapresa dal Regno Unito che, accrescendo il salario medio inglese e portandolo nel 2020 a 14,60 $ (circa 13 euro), ha innescato una sorta di reazione a catena  che ha reso alcuni Paesi più sensibili all’argomento. Ad esempio la Germania ha introdotto il suo primo salario minimo; il Presidente del Giappone ha chiesto un aumento dei salari del 3%; altri Stati americani hanno innalzato questi valori a 15 $.

Ciononostante, il partito conservatore inglese non è sempre stato favorevole ai salari minimi: nel 1998 si oppose appunto alla sua introduzione, perché avrebbe potuto diminuire i posti di lavoro.

Alcuni economisti hanno affermato, in base ai loro studi, che i salari minimi costano posti di lavoro, perché, aumentando la paga e superando quindi quella offerta dal datore di lavoro, la domanda di lavoro viene ridotta.

Questa teoria è però opponibile ai risultati finora riscontrati. Nel Regno Unito non sono stati infatti registrati abbassamenti dei posti di lavoro, nonostante i salari minimi siano stati aumentati costantemente.

In ogni caso è ancora impossibile prevedere gli effetti su larga scala di questi nuovi provvedimenti.

Cristiana Picchi