Un intenso vento proviene da uno dei buchi neri più vicini alla terra. La rilevazione è stata possibile grazie ad un team di astronomi internazionali, guidati da Teo Muñoz Darias dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC): la dinamica è stata osservata dal GTC ( Gran Telescopio Canarias), il più grande telescopio ottico ad infrarossi sulla terra, il suo diametro è di 10,4 metri.

I risultati dello studio sono stati pubblicati alcuni giorni fa su Nature. È la prima volta che viene osservato questo vento in sistemi del genere. L’osservazione è avvenuta mentre gli astronomi si concentravano su V404 Cygni che nel giugno 2015, dopo circa 25 anni di tranquillità, ha avuto un  violento (outburst).

 

V404 Cygni è un sistema binario costituito da una stella e da un buco nero collocato nella costellazione del cigno, questi corpi durante la loro vita emettono, grazie a vari processi, raggi X. Attraverso strumenti come il GTC è possibile studiare l’accrescimento e la forma del buco.

La regione studiata dal team di astronomi è ricca di buchi neri, ne sono conosciuti circa 50; l’oggetto al centro della ricerca è uno dei più vicini alla terra, la distanza è di soli 8,000 anni luce, il raggio del buco è di dieci milioni di chilometri.

 

Lo strumento che ha reso possibile l’osservazione è principalmente OSIRIS, in dotazione al telescopio delle Canarie; la collaborazione ha reso tuttavia possibile l’utilizzo dei dati provenienti dalle osservazioni di INTEGRAL e dai satelliti SWIFT, altri dati sono stati concessi dall’interferometro AMI dal Regno Unito.

Gli studiosi sono soddisfatti perchè: “L’outburst di V404 Cygni, grazie alla sua complessità e grazie alla qualità dell’osservazione, ci aiuterà a capire le dinamiche di accrescimento del disco di un buco nero”.

C’è anche un piccolo retroscena sulla scoperta: l’osservazione è infatti avvenuta alla presenza del Re di Spagna Filippo VI , che si trovava nell’isola per celebrare i trent’anni di attività del telescopio. Il sovrano ha avuto la possibilità di osservare il fenomeno nella notte del 27 giugno.

 

Da tempo sappiamo come i buchi neri influenzino lo sviluppo delle galassie. Alcuni anni fa tramite un team italiano è stato studiato il quasar (PDS 456), i ricercatori attraverso lo studio dell’emissione del ferro erano stati capaci di stabilire la velocità del vento.

 

Studiare questi fenomeni è importante per capire come la galassia sia influenzata da questi fenomeni e come questo vento influenzi poi il suo ambiente circostante.

Peccato che Astro-H non sarà in grado di darci ulteriori informazioni sui buchi neri, comunque l’insieme delle ricerche.

Gli strumenti ad oggi più attivi in questo tipo di ricerche sono stati sicuramente: XMM-NEWTON dell’ESA e NuStar della NASA.

Il vento viene espulso a velocità prossime a quelle della luce, fino ad ora i modelli teorici sull’evoluzione del buco nero avevano previsto correttamente questi fenomeni, non resta che andare avanti nelle ricerche per scoprire come l’ambiente galattico viene plasmato da questi eventi tanto evidenti quanto spettacolari.

 

Gianluigi Marsibilio