È iniziato il conto alla rovescia al Politecnico di Torino per il lancio del nuovo satellite e-st@r-II che avverrà dal lanciatore russo-europeo “Soyuz”. Gli studenti sono stati scelti per una seconda volta dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) dopo il lancio di quattro anni fa del nano satellite e-st@r. Dopo la prima missione portata a termine, il Politecnico è stato selezionato per il programma educativo “Fly Your Satellite!”, iniziativa proposta dall’Education e Knowledge Management Office, che partito da una selezione iniziale di 6 satelliti di altrettante università europee è arrivato infine alla scelta di 3 di questi: quelli dell’Politecnico di Torino, dell’Università di Liege (Belgio) e di Aalborg (Danimarca).

Il nuovo e-st@r-II è un nano satellite costruito secondo gli standard dei Cubesat, una classe di satelliti cubici delle dimensioni di 10 cm di lato e massa i circa un chilogrammo. Le nuove caratteristiche di questi satelliti permetterà una riduzione dei costi e dei tempi di produzione, permettendo anche alle università l’avvicinamento allo sviluppo di satelliti come oggetti di ricerca e di apprendimento. Il progetto di e-st@r-II nasce nel 2013 dal team studentesco Cubesat Team coordinato dalla ricercatrice Sabrina Corpino del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico.

In questi anni, Cubesat Team è diventato uno dei principali punti di sviluppo di nano satelliti in Italia essendo anche competitivo a livello europeo. Il team collabora con prestigiose università estere (MIT, CalTech, TU Delft), con agenzie spaziali (ESA, ASI, NASA) e centri di ricerca (VKI), e con importanti aziende aerospaziali (Thales Alenia Space, Airbus Defence and Space, Tyvak). Al progetto di e-st@r-II hanno partecipato più di 100 studenti che hanno lavorato per realizzare un satellite che rispetti i parametri industriali e sia in grado di svolgere le sue funzioni in un ambiente complesso come lo spazio. Una volta lanciato nello spazio, il nano satellite entrerà nella seconda fase nella quale gli studenti dovranno verificare il funzionamento del loro lavoro, cioè la soluzione ad uno dei principali problemi dei satelliti a basso costo: il controllo dell’assetto.

Luigi Tatonetti