La Jaxa attraverso un comunicato stampa ha confermato che Hitomi è perso per sempre.

Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato la storia di Astro-H (Hitomi) costruito dalla Jaxa per studiare l’universo attraverso i raggi x, nell’ultimo aggiornamento, successivo al lancio del telescopio, vi avevamo parlato di alcune anomalie nelle comunicazione: Il 26 marzo tutti aspettavamo una comunicazione dal satellite che testimoniasse l’entrata in funzione dello strumento, ma dopo alcuni minuti il Joint Space Operations Center ha annunciato di aver visto dei frammenti staccarsi dallo strumento. Dopo pochi minuti la comunicazione è arrivata, anche se molto confusa, la JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese) mise sotto investigazione il caso.

Il 28 aprile l’agenzia spaziale nipponica ha fermato i tentavi per ripristinare i sistemi di comunicazione del satellite.

Lo strumento era impostato per osservare meglio fenomeni come buchi neri, cluster galattici e stelle di neutroni.

La banda a raggi x, in questi anni, è studiata da strumenti importantissimi come il CHANDRA, anche conosciuto come Advanced X-ray Astrophysics Facility (AXAF) della NASA; per l’ESA invece è ancora in orbita XMM-Newton. Le prestazioni di Chandra, il cui nome è dedicato ad un astrofisico indiano, sono superiori rispetto a qualsiasi strumento che fino ad oggi ha mai studiato la banda dei raggi x.

Astro- H ci ha deluso, tutti si aspettavano di fare un passo in avanti nello studio dei raggi x, ma la scienza non si ferma e non esce sconfitta.

L’osservatorio era composto da tecnologie avanzate: un soft X-ray Spectrometer (SXS), per lo studio di raggi X “molli”; un soft X- Ray Imager (SXI) che espande il campo visivo con una nuova generazione di fotocamera CCD,

Il Presidente della JAXA Naoki Okumura, dopo aver dichiarato la “morte” di Hitomi, guardando il cielo ha gridato: “Caro Hitomi, ciao per sempre”.

Gianluigi Marsibilio