Space X, dopo i successi delle scorse settimane, ha cominciato a lanciarsi ancora più in là e nel 2018 intende sfruttare la finestra di lancio verso Marte per portare il suo Red Dragon, senza equipaggio, sul pianeta rosso.

La NASA non finanzierà il progetto, ma metterà a disposizione alcune componenti tecnologiche per portare la compagnia di Musk su Marte: molto importante per le future missioni sarà la condivisione dei dati tra l’ente spaziale americano e Space X.

Su Twitter la società lascia intravedere in questa missione l’inizio di un lungo progetto della Space X dedicato al pianeta, che dovrebbe culminare con l’arrivo di un equipaggio umano sulla superficie.

Il razzo Falcon sarà pronto a far partire la navicella Red Dragon (Dragon 2) progettata non solo per l’approdo su Marte, ma adatta a varie missioni nel sistema solare.

L’accordo siglato proprio in questi giorni tra NASA e Space X,  permetterà una collaborazione molto stretta nello sviluppo delle tecnologie e sarà possibile mettere in comune i dati raccolti dalla navicella durante la missione.

La NASA proprio in questi giorni sta tagliando dell’85% i fondi per lo sviluppo delle tecnologie di atterraggio su Marte. Il progetto è chiamato LDSD (Low Density Supersonic Decelerator): le due prove finora fatte di questa tecnologia non sono andate molto bene, il paracadute infatti non è riuscito ad aprirsi completamente e il deceleratore ha mostrato qualche falla.

Proprio grazie a questi tagli di bilancio, la NASA potrebbe sfruttare ancora meglio questo accordo con la compagnia di Musk per sviluppare tecnologia adatta a Marte senza ulteriori investimenti.

La Space X e il suo fondatore entro la fine dell’anno rilasceranno i piani per il “Mars Colonial Transporter”, che porterà gli uomini su Marte.

Marte è vicino o no? Space X ha dimostrato di riuscire in progetti molto ambiziosi: il 2018 è vicino e con  l’appoggio incondizionato della NASA a Musk tutto è possibile, nella scienza l’unione fa la forza.

Gianluigi Marsibilio