Intelligenza artificiale, architettura, ingegneria e business : queste sono le aree che subiranno un maggiore sviluppo per posti di ambito lavorativo nei prossimi cinque anni. I risultati sono riportati nello studio “The future of jobs” realizzato dal World Economic Forum .

Le principali cause che influenzeranno la crescita delle attività commerciali sono determinate, non solo, da fattori indipendenti dall’uomo, come i cambiamenti climatici e la disponibilità di risorse naturali, ma anche da aspetti come la flessibilità dei lavori, lo sviluppo di nuove fonti di energia, di tecnologie e l’adattamento delle strategie produttive alle nuove innovazioni.

Il rapporto mette in luce come l’effetto di questi cambiamenti si riverserà negativamente soprattutto sulla classe operaia, in particolare sugli addetti al montaggio, sui gestori di impianti di trasformazione chimica e sulle professioni legate all’estrazione mineraria e petrolifera. Un leggero aumento di posti ci sarà invece i campi come l’architettura, l’ingegneria (prevalentemente chimica e civile).

I settori che vedranno una crescita notevole saranno legati alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale.

Il nuovo piano per lo sviluppo è costituito da vari punti: investire nella riqualificazione dei dipendenti, migliorare le istituzioni educative, attrarre talenti stranieri, incentivare collaborazioni tra varie compagnie.

Obiettivo fondamentale sottolineato da molti Paesi è quello di raggiungere la parità dei sessi. Circa il 10% percepisce la potenza economica in mano alle donne come un motore di cambiamento; il 35% reputa il talento femminile una chiave per la futura forza- lavoro; un altro 35% fa notare il netto divario salariale di genere tra dipendenti qualificati nello stesso ruolo.

Analizzando nello specifico l’Italia, in continua crescita sono i settori di architettura, ingegneria, scienze, matematica, informatica, logistica e business. Sono sempre più in calo mestieri legati all’agricoltura, alla pesca e alla manifattura. La nazione punta molto sull’investimento nelle nuove tecnologie e nell’attirare menti straniere.

Le professioni tradizionali stanno ormai scomparendo in tutto il mondo e circa 5,1 milioni di posti lasceranno spazio alla robotica. Infatti, come afferma David Creelman, uno studioso della società di analisi delle risorse umane a Toronto, gran parte del lavoro svolto dagli uomini può essere sostituito da altri mezzi. Egli aggiunge:”A causa di ciò, vedremo meno posti di lavoro”. L’attuale rivoluzione tecnologica non deve però diventare una gara tra uomo e macchina, ma un’opportunità per l’uomo di sfruttare a pieno il proprio potenziale.

(Voglio segnalare, in relazione al rapporto tra futuro del lavoro e intelligenze artificiali, una riflessione comparsa sul The Guardian alcuni giorni fa.)

Diletta Tatonetti.