Il settore dell’energia rinnovabile è in forte crescita, in testa per gli investimenti effettuati ci sono Paesi come Cina, Usa e India. L’Italia ha abbassato la sua percentuali di risorse spese rispetto al 2011. Tutto questo viene fuori da un rapporto della multinazionale Bloomberg che ha registrato i dati sul potenziamento delle energie rinnovabili nel 2014-2015.

In questa pubblicazione sono state analizzate le diverse fonti di energia rinnovabile, tra cui: la solare, l’eolica, la geotermica, la marina, quella a biomasse e quella derivante dai rifiuti; confrontandole poi in relazione al capitale investito dai Paesi sviluppati e quello investito dai Paesi in via di sviluppo.

Il 2015 è stato infatti alquanto rilevante da questo punto di vista. Uno dei motivi più considerevoli è che per la prima volta gli investimenti nelle economie in crescita hanno superato quelle più sviluppate, facendo decollare così il valore dell’investimento mondiale a 155,9 miliardi di dollari (circa 137 miliardi di euro), superando in questo modo ogni record registrato in precedenza.

La Cina rimane il Paese più impegnato nel settore del rinnovabile; i valori riportati sono stupefacenti: nel 2004 investì 3 miliardi di dollari, moltiplicando poi la cifra di ben 13 volte nel 2010, raggiungendo quindi nel 2015 il valore di 102,9 miliardi di dollari.

Oltre la Cina, nella top 10 compaiono gli Stati Uniti, il Giappone, il Regno Unito, l’India, la Germania, il Brasile, il Sud Africa ed il Cile.

Gli Stati Uniti, pur non ricoprendo il primo posto dal 2011, permangono come miglior Paese per quanto riguarda il finanziamento delle aziende competenti nel settore.

Anche il Medio Oriente e l’Africa hanno registrato degli incrementi, così come i Paesi latino-americani, ad esclusione del Brasile che si è distinto tra gli altri, posizionandosi in ottava posizione.

In Europa, i cui investimenti totali nel 2015 hanno superato in piccola quantità quelli degli Stati Uniti, si distinguono il Regno Unito (principalmente nel campo dell’energia eolica) e la Germania.

In Italia invece l’investimento totale è stato di circa 880 milioni di euro, il 21% in meno dei valori registrati nel 2011.

Cristiana Picchi