Abbiamo incontrato Chris Lintott, primo presentatore sulla BBC di Sky at Night e co-fondatore di Galaxy Zoo, progetto incredibile che ha rivoluzionato il concetto di cittadinanza scientifica. Ha collaborato con Brian May, storico chitarrista dei Queen, per la stesura di un libro sull’universo (Bang! – The Complete History of the Universe).

Attualmente è Professore ad Oxford nel dipartimento di Fisica e Astrofisica.

D: Qual è il miglior modo per promuovere la scienza? Come i giornalisti scientifici possono attrarre, in ambito scientifico, il lettore?

Non penso ci sia molta differenza tra il giornalismo normale e il giornalismo scientifico – gira tutto intorno a raccontare una buona storia. Un fatto inusuale o sorprendente, un nuovo risultato o una persona interessante possono essere l’inizio di un buon articolo. Credo che l’importante sia non sottovalutare il pubblico; è molto diffuso il pensiero insensato secondo cui le persone sono interessate alla scienza solo se relativa alla vita quotidiana, ma non credo si vero – basti pensare all’astronomia! Alcune delle più grandi notizie degli ultimi anni hanno coinvolto le missioni verso Plutone e comete distanti; se la storia è buona, le persone saranno interessate.

D: Quali sono i vantaggi nel parlare di scienza su internet?

Ben Goldacre ha scritto cose interessanti sull’argomento – credo che il grande pregio del web sia la possibilità di collegarsi con più materiale. Quando si scrive un blog, puoi indirizzare le persone alla pubblicazione di cui si parla, o a ricerche dello scienziato coinvolto. Questa capacità di entrare più a fondo nell’argomento è nuova, e molto emozionante. Sono anche un grande sostenitore di Twitter come via di connessione con esperti in ogni campo; io seguo diversi paleontologi, ad esempio, e adesso so molto più su cosa sta appassionando gli esperti di fossili di quanto saprei altrimenti.

D: Come si può avvicinare la gente alla scienza? In un futuro, non troppo prossimo, potremmo avere un maggiore interesse su temi e argomenti scientifici?

Lo spero, anche se penso che le persone sono e sono sempre state appassionate – ciò che manca è credere che la scienza sia davvero per tutti. Molte volte, quando dico alle persone che sono un astronomo, loro pensano che io sia intelligente, il che è molto lusinghiero ma riflette anche la divisione tra le persone e la scienza. Voglio che tutti sappiano che le loro domande sono interessanti e il miglior modo di fare ciò è assicurarsi che tutti abbiamo la possibilità di farne, non solo per imparare la scienza. Ad ogni modo, questo è ciò che stiamo provando a fare con Zooniverse.

D: Nell’ultimo anno qual è stata la vera storia scientifica da segnalare?

Credo che l’esplorazione di Plutone della sonda New Horizons sia stata davvero speciale. E non consegnerei un singolo premio dato che la maggior parte della scienza è fatta da squadre di scienziati, ma credo che i team che stanno lavorando per rispondere alla crisi Ebola sono stati incredibilmente notevoli.

D: Può commentarci la frase di Isaac Asimov: “Oggi sono storie di fantascienza, domani saranno fatti scientifici”

Forse – anche se ho letto alcune science fiction abbastanza spaventose! Credo che le science fiction ci permettano di sognare e permettendo ciò ci ispirano a produrre più scienza. C’è stata una scoperta interessante dal progetto Planet Hunters nello scorso anno, è stata trovata una stella che ha mostrato improvvisi e sorprendenti cali di luminosità, e ho pensato al film “Contact”… sebbene nessuna navicella aliena sia ancora apparsa.

 

D: Matematica, fisica e altre materie scientifiche spesso non riescono ad attrarre studenti. Quali metodi potrebbero essere utilizzati per migliorare l’approccio dei giovani a queste materie?

Credo che, almeno negli USA, si perda l’interesse dei bambini intorno ai 13-14 anni, quando smettono di divertirsi e iniziano a imparare ‘fatti scientifici’. La soluzione è trasformare la scienza a scuola da esercizio sulla lettura di un libro di testo in qualcosa che coinvolga dati reali e reali esperimenti. Il problema è che gli insegnanti sono impegnati e spesso provengono da un ambiente non scientifico, e questo è un grande dilemma.

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