Non c’è due senza tre, Jeff Bezos deve averlo sperato bene prima del terzo lancio del razzo New Shepard: il rientro, dopo un volo sub-orbitale che ha toccato un’ altezza di 103 chilometri, è avvenuto correttamente e senza alcuno schianto, come invece è accaduto per il Falcon9 della SpaceX nelle ultime due occasioni.

In questi mesi abbiamo raccontato più volte di questo scontro tra i due leader delle aziende SpaceX e Blue Origin, in realtà la sfida è solamente mediatica, dato che gli obiettivi delle due compagnie sono nettamente differenti: SpaceX e Musk puntano a Marte e ai viaggi a lunga percorrenza, la Blue Origin vuole occuparsi di voli sub-orbitali per trasporto di materiali in orbita o magari a scopo turistico.

Il collaudo era di quelli da non fallire e la difficoltà di riuscita era massima: i propulsori, a differenza degli altri test, si sarebbero accesi solo ad 1 chilometro dal suolo.

Ora l’obiettivo è quello di portare astronauti a bordo del razzo, se i test continueranno a registrare questi successi sicuramente entro la fine del prossimo anno, non è impossibile pensare ad un equipaggio umano sul New Shepard.

Il trasporto di un equipaggio umano avverrà nella capsula New Shepard, che può contenere fino a sei astronauti, la sua ampiezza, come ci ricorda la stessa Blue Origin, è di 10 volte superiore alla sala che ospitava Alan Shepard durante il suo volo Mercury.

Ovviamente se il razzo è capace di scendere a terra grazie ai suoi propulsori, l’habitat per i viaggiatori è capace di atterrare grazie ad un sistema di paracadute e cuscini che proteggono la capsula da urti violenti.

Il sistema di rientro per il razzo è chiamato VTVL (Vertical Takeoff Vertical Landing) e come per il Falcon9 consente un riutilizzo immediato dello strumento.

Nelle ultime due occasioni la compagnia di Musk, grazie ai Livestream in cui trasmette i lanci, ci ha fatto vedere due errori nella fase di atterraggio su una piattaforma in mare, Bezos invece per ora, con più discrezione, ci ha resi partecipi dei grandi successi della compagnia.

Per quanto riguardo il successo di Blue Origin c’è comunque da considerare la taglia del razzo, decisamente più piccolo e gestibile rispetto al Falcon9, se il razzo di Bezos misura 15 metri, quello della SpaceX supera i 50 metri con un’altezza di 54,3 m.

Ovviamente fare un confronto tra i due razzi è anche qualcosa fine a se stesso, dati i diversi utilizzi, ma la battaglia rimane infuocata e non solo Musk e Bezos continuano a scambiarsi battute su Twitter, anche gli appassionati e gli addetti ai lavori, ad esempio su Reddit, si sono dati a molteplici commenti su questa, come l’avevamo ribattezzata mesi fa, nuova corsa allo spazio.

La ragione difficilmente spetterà a qualcuno, noi speriamo che entrambe le compagnie raggiungano i loro obiettivi così da avere la possibilità di viaggiare in orbita più agilmente, ma anche sognare voli nello spazio profondo, con un primo obiettivo chiamato Marte.

Gianluigi Marsibilio

(Qui potete trovare il video rilasciato da Blue Origin sull’atterraggio)