Il ghiaccio dell’artico è ancora sotto attacco delle temperature estremamemente calde registrate quest’inverno. Gli scienziati del National Snow and Ice Data Center, supportati anche da tecnici NASA, hanno registrato il più basso livello di crescita del ghiaccio artico della storia. Ormai i dati scendono annualmente, infatti nel 2015 le stime erano di una superficie ghiacciata che aveva oltre 5.000 miglia quadrate in più rispetto a quelle dell’anno corrente.

Attualmente il ghiaccio copre 5.607 milioni di miglia quadrate, i dati vengono raccolti via satellite dal 1979 e ormai annualmente si assiste ad un peggioramento progressivo della situazione.

Le temperature registrate nella stagione invernale nell’Artico sono superiori alla media di circa 10 gradi Fahrenheit: ad allarmare gli scienziati è il bordo dello strato di ghiaccio che si fa sempre più sottile.

Lo scienziato Walt Meier, del NASA Goddard Space Flight Center, ha espresso la sua preoccupazione anche per l’innalzamento delle temperature dell’acqua: “Il riscaldamento dell’oceano non permette al bordo del ghiaccio di crescere verso sud come succedeva prima”, l’andamento è ormai al ribasso, dal 1979 sono andate perdute oltre 620.000 miglia quadrate di copertura, due volte la superficie del Texas.

Le prime osservazioni preoccupanti, dice il NSIDC, sono statfatte già dal 2005, il record poi è stato infranto varie volte nel giro di pochissimi anni: 2007,2012, 2015,2016.

Il biennio 2015-2016 partiva con stime positive, dovute alla maggior presenza di ghiaccio rispetto al periodo 1981-2010, purtroppo nei mesi centrali della stagione invernale sono stati toccati i minimi storici dal tempo delle misurazioni.

Le temperature hanno giocato un ruolo chiave in questo cambiamento, basti pensare alla crescita di circa 6 gradi Celsius (11 gradi Fahrenheit) in una regione che si estende dal Polo Nord verso la Groenlandia, e si è toccata una crescita di 12 gradi Celsius (22 gradi Fahrenheit ) sopra alla media nelle isole Svaldbard, le terre abitate più a nord del Pianeta.

Lo scienziato Ted Scambos del NSIDC non ha dubbi: “L’artico è in crisi”. Assistiamo all’inasprimento di questa problematica anno dopo anno: l’emisfero settentrionale del pianeta è avvisato, bisogna trovare una soluzione.

Gianluigi Marsibilio

(Per rendersi conto di cosa stiamo parlando, quando analizziamo lo sviluppo del ghiaccio, consigliamo di vedere questo video rilasciato dalla NASA)