Le quantità di CO2 rilasciate nell’atmosfera in questa epoca storica sono superiori rispetto a quelle presenti in qualsiasi altra era. Ad evidenziarlo è stato uno studio di Richard E. Zeebe, Andy Ridgwell e James C. Zachos, pubblicato su Nature Geoscience . Gli scienziati hanno dichiarato: “L’attuale tasso di rilascio di carbonio di origine antropica non ha precedenti negli ultimi 66 milioni di anni”. Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno studiato il PETM (Paleocene-Eocene Thermal Maximum), il cambiamento più importante della superficie terrestre avvenuto durante il Cenozoico con un inizio in corrispondenza del passaggio tra le epoche del Paleocene e dell’Eocene, all’incirca 55 milioni di anni fa.

Il PETM è stato sicuramente un evento importantissimo nella storia della Terra.

“Per quanto ne sappiamo, il PETM ha permesso il più grande rilascio di carbonio nel corso degli ultimi 66 milioni di anni” ha detto Zeebe, professore presso l’Università delle Hawaii; per studiare e prelevare questi sedimenti è stata usata la nave scientifica JOIDES Resolution: l’imbarcazione possiede un sistema di trivellamento con ben 12 meccanismi propulsori, sono inoltre presenti a bordo una decina di laboratori in cui vengono effettuate le analisi sui campioni raccolti durante le spedizioni.

Attraverso questi campioni si è riusciti a rilevare che il tasso di immissione di carbonio nell’atmosfera durante il PETM era nettamente minore rispetto a quello odierno; sono state utilizzate, per arrivare a questo risultato, analisi chimiche con annesse simulazioni del clima terrestre.

La squadra ha anche studiato vari resti di organismi presenti nell’oceano, come i Foraminiferi.

La situazione sulle emissioni di CO2 nell’atmosfera è abbastastanza preoccupante: attualmente rilasciamo 40 miliardi di tonnellate di carbonio l’anno mentre, secondo le analisi durante l’era del PETM le tonnellate di CO2 non superavano i 4 miliardi. Gli scienziati che hanno guidato lo studio sono preoccupati di come questo possa aumentare la velocità dei cambiamenti sul nostro pianeta: “Il nostro tasso di rilascio di carbonio è senza precedenti nel corso nella storia della Terra, ciò significa anche che siamo effettivamente entrati in uno stato ‘non-analogo’. Questo rappresenta una grande sfida per la proiezione di futuri cambiamenti climatici perché non abbiamo buon confronto dal passato ” così ha scritto nella ricerca il professor Zeebe.

I risultati sono allarmanti o perlomeno: “suggeriscono che la futura acidificazione degli oceani e i possibili effetti sugli organismi marini saranno più gravi che durante il PETM”. Il clima impone a tutti delle sfide, sarebbe ora di cominciare, insieme alla comunità scientifica, a trovare soluzioni adeguate.

Gianluigi Marsibilio