In questi giorni un team di ricercatori della Duke University ha annunciato il raggiungimento di un grande traguardo nel campo delle protesi: è stata sperimentata la prima sedia a rotelle controllata dalla mente di una scimmia.

Gli scienziati hanno riportato la notizia sulle pagine di Scientific Reports. Il team aveva già prodotto l’esoscheletro che ha dato il calcio di inizio ai mondiali brasiliani del 2014.

Nel progetto della sedia a rotelle, i ricercatori hanno impiantato una serie di microelettrodi nel cervello di due scimmie resus, raggiungendo le aree di controllo degli arti e della pianificazione dei movimenti.

Attraverso un’ interfaccia neurale i segnali elettrici del cervello sono stati convertiti in comandi inviati ad un computer che comandava il movimento della sedia a rotelle.

Nella prima parte dell’esperimento, il team ha fatto sedere i due primati su due sedie, che venivano controllate da operatori esterni; in questo modo i ricercatori sono riusciti ad elaborare un algoritmo per far muovere le sedie registrando i segnali neurali delle scimmie.

Finita questa fase è iniziata la vera prova: gli animali sono stati fatti sedere sulle sedie davanti ad una scodella di frutta che poteva essere raggiunta solo muovendo le sedie con il pensiero.

Con una ricompensa del genere, hanno imparato in fretta ad usare i dispositivi, infatti dopo una fase di riscaldamento riuscivano non soltanto a muoversi, ma anche a calcolare le distanze per raggiungere la frutta.

Tutto ciò fa ipotizzare che le scimmie abbiano percepito la sedia a rotelle come una parte del proprio corpo, riuscendo quindi a controllarla come un arto.

Secondo i ricercatori, i risultati mostrerebbero la grande potenzialità dell’ interfaccia neurale diretta (collegamento diretto di elettrodi al cervello): una tecnica che potrebbe essere presto utilizzata per realizzare protesi, sedie a rotelle e esoscheletri controllabili con il cervello.

Luigi Tatonetti