Dopo 340 giorni nello spazio, è un piacere riavere sulla terra Scott Kelly.

L’astronauta della NASA è rientrato con una Sojuz insieme ai suoi colleghi russi Mikhail Kornienko e a Sergej Volkov.

Kelly non ha solo portato avanti gli esperimenti di bordo, ha realizzato un’impresa molto importante per l’agenzia spaziale Usa. Charles Borden ha dichiarato: “È diventato il primo americano ad avere trascorso un anno nello spazio e, in questo modo, ci ha aiutato a fare un passo gigantesco nel posare i piedi sul pianeta rosso”.

La One Year Mission ha raccolto dati molto importanti per la permanenza dell’uomo nello spazio: grazie a Mark Kelly, astronauta e gemello di Scott rimasto a terra e monitorato, si riuscirà ad avere una comparazione di ciò che avviene nelle condizioni di microgravità.

Ecco le principali aree di lavoro su cui la ricerca si è concentrata:

– Cervello e sistema cognitivo

– Sistema circolatorio

– Sistema immunitario

– Struttura e modificazione del DNA

– Metabolismo

Kelly dallo spazio ha divulgato la sua esperienza dai vari social, ad esempio Twitter e Instagram.

Nell’anno passato sulla ISS i due astronauti hanno condiviso il loro ambiente spaziale con altri 13 compagni, che si sono alternati tra loro con regolarità.

Una delle sperimentazioni controllate dallo statunitense è stata quella inerente a Veggie, orto spaziale a bordo della Stazione.

Nel 2017 cresceranno, proprio a bordo della stazione orbitante, dei pomodori, i primi in assoluto nello spazio.

Il 2 febbrai, proprio per mano dell’ufficiale Usa, era stata attivata la prima stampante 3D a bordo della ISS.

I precedenti record nello spazio appartengono: per la NASA a Michael López-Alegría con una permanenza di 215 giorni, ma la durata di soggiorno più lunga appartiene al russo Valeri Polyakov, che rimase a bordo della MIR per 438 giorni. La Cristoforetti detiene un record tra gli italiani e tra le donne con 200 giorni di permanenza.

La missione appena portata a termine, come precisato dai vertici della NASA, servirà a compiere un ulteriore passo verso l’abitabilità dello spazio da parte dell’uomo. Marte rimane la frontiera che di missione in missione si fa più vicina.

Gianluigi Marsibilio