In queste settimane una nuova ricerca per una cura contro il cancro è stata presentata all’ American Association for the Advancement of Science da Chiara Bonini, capo della Divisione di Ematologia sperimentale del San Raffaele di Milano. Il trattamento sfrutta il sistema immunitario: vengono prelevati dei linfociti T dei pazienti, viene conferita loro la capacità di individuare e attaccare le cellule tumorali e vengono reinseriti nel corpo dei pazienti affinché il tumore venga distrutto.

I risultati dei primi test evidenziano che su 26 pazienti terminali ai quali è stata somministrata la cura, 24 hanno avuto una remissione completa della massa tumorale.

Le cure però provocano anche effetti negativi, fra cui febbre alta e bassa pressione ed in due dei pazienti curati si è verificato un collasso del sistema immunitario.

La professoressa Bonini ed i suoi colleghi stanno lavorando su una nuova tipologia di cellule che potranno usare le molecole sensoriali come recettori antigeni per eliminare una grande varietà di forme di cancro.

Un rapporto del 2015 dell’Associazione italiana dei Registri Tumori e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, sottolinea la diffusione della malattia: un uomo su due e una donna su tre rischia nella vita di ammalarsi di cancro; sino a vent’anni fa in Italia, la mortalità era maggiore al Nord mentre oggi si sta andando verso un progressivo livellamento a causa di un aumento di diagnosi al Sud. I dati lasciano trasparire che ormai ammalarsi non sia più una condanna a morte, infatti la sopravvivenza dopo cinque anni di infezione è aumentata; dal 2010 si è registrato un più 17% sulle guarigioni ,mentre la probabilità di morire è per gli uomini di uno ogni tre e per le donne di uno ogni sei. Dai dati emerge la possibilità di ridurre le probabilità di infezione mantenendo abitudini alimentari sane, non fumando e praticando regolarmente un leggero allenamento.

Luigi Tatonetti