Da oggi al 2040 ci sarà un miglioramento esponenziale delle tecnologie legate a settori come Big Data e Intelligenza Artificiale. Lo scenario è stato presentato da Nature che ha deciso di dedicare il suo numero settimanale al futuro e in particolare all’analisi del contesto che le nuove generazioni si troveranno dinanzi.

La potenza dei supercomputer nel 2020 aumenterà di circa trenta volte quella attuale: si toccherà la potenza di circa 10 exaflop (1 exaflop = 10 alla 18 Flops), un macchinario del genere sarà capace di compiere miliardi di miliardi di operazioni al secondo, oggi si viaggia sui 100 petaflop ( 1 petaflop= 10 alla 15 Flops).

I computer ultra potenti aiuteranno a sviluppare i Big Data: ci saranno dati, nel 2020, superiori ai 44 zettabites (1 zettabite= 1 triliardo di byte), il numero di byte sarà superiore al numero di stelle nell’universo.

Intorno al 2019 la velocità delle comunicazioni attraverso broadband e wi-fi raddoppierà rispetto al 2014.

Tutti questi miglioramenti avranno applicazioni in campi svariati come la biotecnologia, attraverso la creazione di banche genetiche, o anche con lo sviluppo della robotica.

La gran parte dei robot sarà utilizzata, come lo è adesso, nel settore industriale e in quello militare, ma si innalzeranno i livelli di macchinari che aiuteranno in branche come l’istruzione o la medicina.

Gli scienziati hanno ipotizzato un futuro fatto di robot domestici e cervelli digitalizzati, non lontano dalle predizioni fatte dai romanzi di fantascienza.

Aziende come Google, Facebook, Apple e Microsoft stanno sviluppando progetti per auto intelligenti, con la possibilità di essere controllate attraverso un guidatore automatico.

Elon Musk, impegnato con SolarCity e SpaceX, sta guidando un progetto molto importante per l’intelligenza artificiale.

Lo stesso Musk ha firmato una lettera insieme ad Hawking, Gates e altri scienziati e innovatori per portare il mondo della ricerca a studiare a fondo i benefici che queste novità possono portare, se sfruttate per il bene della scienza.

Anche a Davos, nella riunione annuale del World Economic Forum, si è discusso molto di A.I.: una conversazione molto interessante che vi vogliamo segnalare è quella tra Stuart Russell,Matthew Grob, Andrew Moore, e Ya-Qin Zhang.

Attraverso lo sviluppo di ambiti come l’ingegneria robotica o lo studio dell’intelligenza artificiale, l’umanità potrebbe compiere il definitivo passo verso il futuro.

Gianluigi Marsibilio