Uno studio del Martin Prosperity Institute (Toronto) ha presentato una statistica per lo sviluppo di un nuovo modello di sviluppo economico: Global Creativity Index. Sono stati valutati e classificati 139 Paesi in base ad una metodologia che comprende tre fattori determinanti: tecnologia, talento, tolleranza

I cardini della ricerca possono essere spiegati così:

– Tecnologia, investimenti in ricerca e sviluppo, brevetti pro capite;

– Talento, azione degli adulti con istruzione superiore. forza lavoro in classe creativa;

– Tolleranza, trattamento di immigrati, minoranze etniche e razziali, comportamenti nei confronti degli omosessuali.

L’Australia si aggiudica il primo posto soppiantando la Svezia che nelle precedenti edizioni del 2011 e 2004 si era guadagnata la fama di padrona incontrastata della classifica; al secondo posto troviamo gli Stati Uniti che mantengono la posizione invariata; terza è la Nuova Zelanda, seguita dal Canada.

La creatività globale, secondo gli studiosi, è strettamente collegata allo sviluppo economico, alla competitività e alla prosperità delle nazioni. I paesi nelle prime posizioni della GCI hanno livelli più elevati di produttività: il Lussemburgo guadagna il primato di Paese più creativo con il 54% che si estende su scienza, tecnologia, arte, cultura e business. Le Bermuda arrivano seconde con il 48% seguite da Singapore con il 47% del punteggio raggiunto.

Per la tecnologia, i paesi orientali dominano incontrastati: il primo posto lo conquista la Corea del Sud che si distacca appena il Giappone, seguito da Israele e Stati Uniti.

Nel talento primeggia l’Australia, padrona dell’intera classifica, segue l’Islanda che di recente ha subito un accrescimento dell’indice di sviluppo umano, pari allo 0,895, la seconda e la terza posizione sono occupate rispettivamente da Stati Uniti e Singapore.

Il Paese più tollerante, secondo l’Index, che misura l’apertura alle minoranze di ogni genere, è il Canada, seguito da Islanda e Nuova Zelanda.

Per l’Italia c’è una ventunesima posizione in ordine generale, ma la situazione rimane difficile per il fattore della tolleranza: il nostro Paese si posiziona al 38esimo posto.
Giacomo Salvatore