In un decennio la diffusione del papilloma virus umano, grazie alla campagna di vaccinazione gestita dal CDC ( Centers for Disease Control and Prevention ), è scesa di oltre il 64% negli Usa, a dimostrarlo è una ricerca pubblicata su Pediatrics Paper .

Dal 2006 la vaccinazione è consigliata tra gli adolescenti, la ricerca ha mostrato proprio come dai due periodi analizzati 2003-2006 ( era pre-vaccinazione) al 2009-2012 i dati siano sensibilmente migliorati.

Per le donne dai 14 ai 19 anni, il tasso è sceso del 64%. Per le donne di età compresa tra 20 a 24 anni, l’indice è sceso del 34%.

L’indice di vaccinazioni a livello globale è ancora abbastanza basso, con una quota dell’80% di vaccinate si potrebbero salvare quasi 160.000 vite l’anno.

In Italia dal 2007 è prevista la copertura per tutte le undicenni, i dati aggiornati dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità) mettono in luce questa realtà: in Toscana i vaccini toccano il 75,8%, cifre superiori al 70% anche in Molise e Umbria, la media nazionale è del 54,1%; questi dati si riferiscono al target primario indicato del programma d’immunizzazione ovvero le bambine nel dodicesimo anno d’età.

L’Istituto ha esteso la procedura anche agli uomini indicando tre motivazioni chiave: “contributo allo sviluppo dell’immunità di gregge, cioè alla diminuzione della circolazione del virus che andrebbe a ridurre il carico di malattia anche delle donne non vaccinate; prevenzione delle lesioni ano-genitali e dei tumori (cancro dell’ano, del pene, del testa collo) maschili correlati all’Hpv; protezione dei maschi omosessuali, che non godono dell’immunità indiretta conferita dalle campagne di vaccinazione rivolte alle donne”.

Questa patologia è il principale responsabile nell’insorgere di tumori alla cervice uterina, ogni anno in Italia si registrano 3,500 nuovi casi.

Se per le donne il picco di trasmissione si verifica intorno ai 25 anni, gli uomini rischiano di essere colpiti dal virus per tutta la vita.

Il virus è sviluppato in oltre 40 tipi di HPV, e molte di questi generano proprio forme tumorali.

Lauri E. Markowitz, che ha guidato la ricerca recentemente pubblicata, fa notare: “Stiamo vedendo l’impatto del programma di vaccinazione e questo è molto incoraggiante e dimostra quanto sia efficace la campagna”.

Le vaccinazioni sono attuate in oltre 110 paesi, per un numero complessivo di dosi che supera le 170 milioni di unità.

Importantissima nella prevenzione è anche affidarsi ad una diagnosi corretta del problema: il Pap-Test è l’analisi effettuata sulle donne attraverso lo studio delle cellule nel collo dell’utero, per l’uomo la valutazione è più complessa, vista la mancanza di un test per lo screening.

L’impatto dei vaccini, come dimostrato dai dati dell’ISS e dalla ricerca del CDC è molto forte e le continue informazioni su questa patologia sicuramente diminuiranno le infezioni e i casi a livello globale.

Gianluigi Marsibilio