I progetti per la costruzione di un nuovo interferometro in India sono stati sbloccati definitivamente dal Primo Ministro indiano Shri Narendra Modi: lo strumento potrebbe cominciare a fare rilevazioni dal 2023.Lla caccia alle onde di Einstein è diventata di portata globale.

Partita dagli Usa con i due interferometri LIGO, proseguita con la costruzione e l’upgrade (in corso) di VIRGO, continua in India e ben presto anche il Giappone avrà uno strumento in grado di studiare questi fenomeni provenienti da eventi estremi come una fusione di due buchi neri.

I bracci del LIGO-indiano saranno lunghi, secondo il progetto, 4 chilometri; i siti per l’edificazione del laboratorio sono ancora in fase di valutazione degli scienziati.

Avere un network globale per la ricerca delle onde gravitazionali è determinante per visualizzare più fenomeni del genere. Si riuscirà, con il miglioramento e l’aumento degli strumenti, ad avere una precisa localizzazione dell’avvenimento che crea le increspature.

Gli incroci di dati tra i vari laboratori ci permetteranno di far luce su vari “misteri” dell’universo. Gli astrofisici sperano di avere più notizie sull’energia oscura, che secondo gli scienziati sta accellerando l’espansione dell’universo, queste novità potrebbero arrivare dall’osservazione più dettagliata delle onde, infatti avendo più informazioni da vari interferometri gli scienziati sperano di capire come l’energia oscura influenzi e interagisca con questi fenomeni per comprenderne l’effetto.

Con una rete mondiale di strumenti per captare le “increspature” sarà possibile indagare in varie lunghezze d’onda. Dejan Stojkovic, ricercatore della State University è convinto che lo studio di questi episodi ci porterà dritti al Big Bang. Si cercherà di studiare l’inflazione cosmica, che secondo i teorici ha avuto origine poco dopo il Big Bang, permettendo l’espansione, incredibilmente rapida, del nostro universo.

Lo strumento indiano sarà molto simile ai due usati per l’osservazione dello scorso settembre.

I corpi che saranno sotto la massima osservazione da parte di fisici e astrofisici sono: stelle di neutroni, molto indicate per la rilevazioni di altre onde gravitazionali grazie alla loro enorme densità e massa condensata in piccoli volumi; supernove, esplosioni stellari molto potenti, in alcuni casi, la radiazione emessa da questi fenomeni può superare quella di una galassia; buchi neri sempre più massivi, con il miglioramento graduale e l’aumento degli interferometri si riuscirà ad avere una visione più completa su questi corpi.

Il network globale per cacciare le onde si allarga sempre di più, il grande entusiasmo generato in questi giorni sta portando tanto pubblico alla scoperta delle onde gravitazionali, è un buon momento per la comunità scientifica di tutto il mondo che ora ha un immenso orizzonte davanti.

Gianluigi Marsibilio