IL DESTINO DI PHILAE

L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha perso le speranze per un futuro risveglio del lander Philae, tutti gli scienziati non hanno mai nascosto, in questi giorni, i timori legati all’avvenire della missione e questa settimana è arrivata la conferma del suo ”eterno letargo”.

L’atterraggio del lander sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko era avvenuto nel novembre 2014. Oggi gli scienziati cercano ancora di captare dati, gli ultimi sono arrivati nel luglio scorso, ma i tecnici fanno sapere che le possibilità di avere notizie da Philae sono “vicine allo zero”.

EINSTEIN AVEVA RAGIONE”: UN INCONTRO PER SPIEGARE LE ONDE

Reduce dalla scoperta delle onde gravitazionali, questa settimana la comunità scientifica ha avuto molte occasioni per spiegare il lavoro dietro VIRGO E LIGO, che ha permesso l’osservazione del fenomeno: una conferenza sulla rilevazione si è tenuta a Roma, all’Auditorium Parco Della Musica giovedì sera: “Einstein aveva ragione”. Sono intervenuti nel dibattito, molto divulgativo e aperto al pubblico: Fulvio Ricci, coordinatore VIRGO; Viviana Fafone, scienziata nel team dell’esperimento a Pisa; Antonio Masiero, fisico teorico e vicepresidente INFN e Fernando Ferroni, presidente dell’INFN. A moderare il dibattito è stato il direttore del mensile Le Scienze, Marco Cattaneo.

L’occasione  ha dato sicuramente luce a questioni legate non solo all’osservazione delle onde, ma anche al futuro dell’astrofisica gravitazionale.

TESSUTI IN 3D

Per la prima volta nella storia si è riusciti ad utilizzare una tecnica di “biostampa” che ha riprodotto un orecchio di bambino, un muscolo e un frammento osseo di mascella: la ricerca è stata presentata su Nature Biotechnology ed è stata guidata da uno staff internazionale, comprendente anche il pioniere della medicina rigenerativa Anthony Atala.

Il procedimento è chiamato ITOP (Integrated Tissue and Organ Printing System) e per realizzarlo si utilizza un materiale plastico biodegradabile: l’esperimento ha dimostrato come sia possibile creare tessuti stabili, grazie alla rete di micro-canali usati per il passaggio di ossigeno. Il prossimo passaggio della ricerca consisterà nella stabilizzazione del metodo, solo così potranno essere riprodotte anche altre cellule.