L’European Research Council (ERC) ha premiato due giovani ricercatrici italiane con un riconoscimento che mira a sostenere finanziariamente progetti “altamente ambiziosi, pionieristici e non convenzionali” nel campo scientifico. Le studiose del politecnico di Torino, Chiara Vitale Brovarone e Valentina Cauda, si sono aggiudicate finanziamenti di circa 2 milioni di euro per lo sviluppo, il sostegno e l’indipendenza dei ricercatori emergenti. I progetti presentati si collocano nell’ambizioso campo di ricerca della nanomedicina, supportata dallo sviluppo di nanomateriali innovativi.

La nanomedicina è una scienza all’avanguardia e l’Europa è leader nel settore, con 500 medie e piccole imprese che operano nel campo e il finanziamento di più di 50 progetti dal 2008 al 2014. Sul mercato il valore complessivo dei 49 farmaci in commercio è di circa 100-130 miliardi di dollari, mentre le medicine testate sull’uomo sono 230.

La Vitale, con il suo progetto BOOST (Biomimetic trick to re-balance Osteoblast-Osteoclast loop in osteoporoSis treatment: a Topological and materials driven approach) studierà e svilupperà un nanomateriale capace di spingere le cellule ossee a comportarsi come quelle sane dopo una frattura dovuta a osteoporosi. La Cauda ha invece presentato il TrojaNanoHorse, ambiziosa ricerca che progetterà una nanoparticella in grado di condurre un nanomateriale letale direttamente nelle cellule tumorali, senza effetti tossici sui tessuti non malati. Il nome si ispira all’episodio omerico del cavallo di Troia: la particella dovrebbe infiltrarsi nel tessuto neoplastico senza essere ostacolata dai meccanismi di difesa delle cellule tumorali.

Le ricerche saranno condotte presso l’ateneo torinese, studi simili si effettuano alla Bicocca di Milano in collaborazione con l’Etpn-European Technology Platform for Nanomedicine, organismo per la ricerca e lo sviluppo della nanomedicina che ha presentato alla Commissione Europea una proposta di investimento di 700 milioni di euro nel campo. Il fondatore Furio Gramatica afferma che “In questo momento siamo in una fase sperimentale che sta andando bene. La Commissione, su spinta della piattaforma [l’Etpn], ha investito 600 volte il costo della piattaforma stessa.”

Gaia Di Federico