Cambiamenti climatici, Stato Islamico , problemi economici, cyberattacks e i conflitti di Russia e Cina con i Paesi limitrofi, questi sono i principali fattori di rischio a livello globale riportati da una ricerca del Pew Research Center. Lo studio è stato condotto dal 25 marzo al 27 maggio 2015 in 40 stati, intervistando 45,435 persone.

In 19 nazioni su 40 quello dei cambiamenti climatici viene visto come problema fondamentale. Principalmente sono Paesi dell’America Latina e dell’Africa. Circa i tre quarti delle popolazioni di Perù e Brasile hanno espresso la loro preoccupazione a seguito dell’aumento del tasso di disboscamento. A queste voci si uniscono il Burkina Faso (79%), l’Uganda (74%) e il Ghana (71%). Meno allarmati sono il Sud Africa(47%), la Tanzania(49%) e l’Europa, esclusa la Spagna(59%). La preoccupazione è stata ribadita anche dalla conferenza sul clima tenutasi a Parigi a dicembre (Cop21).

L’Europa(70%), Gli USA (68%) e il Canada(58%) vedono, invece, l’ISIS come la minaccia più grande, a causa del controllo di Iraq e Siria e delle esecuzioni in continuo aumento. La paura è alta anche in Libano ed è espressa in particolare dai musulmani sunniti(90%) e sciiti(87%), a differenza dei cristiani (solo il 76%). Ad essi si associano anche zone asiatiche come la Corea del Sud, il Giappone e l’Indonesia.

Il secondo problema a livello globale, secondo la ricerca, è l’instabilità economica. Circa 20 sono i Paesi ad affermare ciò e tra questi vi sono la Russia e l’Ucraina. Quest’ultima pone il fatto solo al secondo posto a causa dei conflitti con la Russia che sono in prima linea. Particolarmente interessate sono anche Brasile e Venezuela, dove circa 6 persone su 10 espongono l’importanza della questione a seguito della crescita economica minima annuale, destinata a peggiorare.

Israele è l’unico stato che considera come minaccia principale il programma nucleare iraniano. Esso è seguito dall’America(62%) e dal Regno Unito che considera la questione di primaria importanza. Nel complesso si può però affermare che il fatto è meno rilevante rispetto agli altri.

Un altro fattore allarmante in particolare per Stati Uniti(59%) e Corea del Sud(55%) è l’eventuale attacco a livello informatico a governi, banche o imprese, la preoccupazione è giustificata dai tanti casi avvenuti nel corso degli anni

I conflitti della Russia, con Ucraina e Polonia, e della Cina, con Vietnam e Filippine, invece, hanno minore rilevanza in quanto interessano solo zone circoscritte.

C’è da aggiungere che le preoccupazioni variano anche in base all’età dei soggetti considerati: mentre i giovani si concentrano più sui cambiamenti climatici, superati i 50 anni l’interesse si sposta verso gli altri fenomeni analizzati.

Diletta Tatonetti