Astro-H sta ancora aspettando il momento di lancio: doveva essere lanciato il 12 febbraio ma per avverse condizioni climatiche, un impenetrabile strato di nubi, l’inizio della missione è stato rimandato. Lo strumento, costato 265 milioni di dollari, progettato dalla JAXA, studierà fenomeni come buchi neri e materia oscura grazie ai raggi X.

Alla costruzione dell’oggetto hanno collaborato attivamente anche la NASA, l’Agenzia Spaziale Canadese e alcuni istituti di ricerca spaziale europei.

L’osservatorio spaziale è composto da importanti tecnologie, ad esempio: un soft X-ray Spectrometer (SXS), per lo studio di raggi X “molli”; un soft X- Ray Imager (SXI) che espande il campo visivo con una nuova generazione di fotocamera CCD che opera in un campo d’energia che va da 0,5 a12 keV e con l’hard X- Ray Imager (HXI) che esegue la spettroscopia di imaging nella banda di 5 – 80 keV.

Astro- H fornirà spettri molto più dettagliati di oggetti difficili di analizzare come gli ammassi galattici,si concentrerà sullo studio della velocità e delle turbolenze del plasma che pervade i cluster galattici; potrà anche analizzare dei possibili segnali di materia oscura.

Ad oggi gli strumenti principali satelliti che studiano l’universo a raggi X sono per la NASA il Chandra Observatory e per l’ESA l’XMM-Newton, questi strumenti però sono limitati e analizzano principalmente spettri di stelle, senza potersi permettere studi sulle galassie.

Per l’osservazione e lo studio a raggi X c’è bisogno di mandare le apparecchiature nello spazio, perchè l’atmosfera non permette una corretta analisi da terra, studiando il cielo in questa lunghezza d’onda è possibile avere tantissime informazioni su fenomeni come: buchi neri, stelle di neutroni e nane bianche.

Tra alcuni giorni sarà comunicata la nuova finestra di lancio per Astro-H, che freme per iniziare la sua avventura nello spazio.

Gianluigi Marsibilio