La nostra rubrica apre con un caso poco confortante per tutta la comunità scientifica del nostro paese. Dopo i festeggiamenti della ricerca italiana avvenuti per il successo di VIRGO, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha riscontrato, attraverso il suo comitato etico, varie frodi nelle pubblicazioni scientifiche: 17 articoli sono stati accertati come scorretti, mentre altri 61 sono ancora sotto esame, nonostante la commissione avesse pubblicato a giugno delle linee guida per la buona pratica scientifica. Questo numero, certamente imbarazzante per i tantissimi scienziati che lavorano correttamente nel nostro paese, va rapportato ad una produzione di oltre 20 mila articoli annuali.

Se un esperimento come LIGO ha portato i suoi frutti, l’imponente Stellarator ha cominciato la sua attività per la ricerca nella fusione nucleare. Il reattore a fusione Wendelstein 7-X si trova in Germania a Greifswald, a dare il via alle operazioni è stata la Cancelliera Merkel: l’accensione ufficiale ha prodotto un plasma di idrogeno per una frazione di secondo e lo strumento dovrebbe essere in grado di funzionare continuamente, tuttavia solo a partire dal 2019 si cercherà di stabilizzare con il deuterio il processo di fusione.

A marzo lo Stellarator monterà un divertore, parete su cui è deviato il plasma che sfugge ai campi magnetici, utile ad eliminare le impurità. Come abbiamo visto in un nostro articolo di due giorni fa, molti sono gli esperimenti nel mondo che stanno accendendo i fari sulla fusione nucleare.

Anche il Presidente della Repubblica entra nella nostra rubrica: Sergio Mattarella, nella giornata di ieri, ha visitato a Houston, accompagnato dai nostri astronauti, la sede della NASA (Johnson Space Center).

Le dichiarazioni rilasciate dopo la visita, che ha visto un attivissimo Luca Parmitano intento a spiegare i sistemi usati nello spazio, sono state piene di gratitutidine per gli uomini e le donne che portano l’Italia tra le stelle: “È una vista emozionante e affascinante ed è motivo di orgoglio per l’Italia, che ha una lunga storia”.

Ad accompagnare il Presidente c’era anche Roberto Battiston, che già nella nostra intervista aveva insistito sulla rilevanza dell’attività italiana nello spazio. Ieri, dopo l’augurio di Mattarella di aumentare i fondi per la ricerca, ha precisato: “Ogni euro speso in questo settore produce un ritorno da due a sei volte e quindi investire porta guadagno. L’Italia ha saputo farlo e continua a farlo. Noi abbiamo un’attività spaziale di altissimo livello e naturalmente, oltre al settore privato, serve il sostegno del governo”.

La giornata di ieri è stata storica per il nostro paese. Il New York Times, aprendo la sua prima pagina con la notizia delle onde gravitazionali, ha citato l’importante attività dei nostri ricercatori al servizio di questa storica scoperta.

Forse nel weekend le chiacchiere da bar, non toccheranno solamente argomenti come Sanremo o Juventus – Napoli, stavolta ci si ritroverà anche a parlare di Einstein.

Gianluigi Marsibilio