Il tema del World Economic Forum 2016, terminato pochi giorni fa, è stato la Quarta Rivoluzione Industriale.

Stiamo vivendo un cambiamento epocale, che secondo alcuni modificherà radicalmente il modo di vivere, di lavorare e di interagire con il prossimo a livello globale. La rivoluzione è appena iniziata e non si può prevedere con precisione quali saranno le conseguenze, ma una cosa è certa: è tempo di cambiamenti.

La prima rivoluzione industriale è stata quella del vapore, la seconda ha portato l’energia elettrica, la terza ha visto l’automazione dei processi di produzione grazie all’elettronica e alla tecnologia informatica. E la quarta?

La rivoluzione che stiamo vivendo assottiglia sempre più il confine tra la sfera fisica, biologica e digitale grazie ai progressi esponenziali nel campo tecnologico e informatico. La continua innovazione e la combinazione di più tecnologie sono i punti forti del cambiamento. L’intelligenza artificiale ha compiuto numerosi progressi negli ultimi anni e il ritmo di crescita è alto.

Un esempio è Xiaoice, un software intelligente sviluppato in Cina capace di intrattenere una conversazione con l’interlocutore all’interno dell’applicazione di messaggistica WeChat. Xiaoice può simulare emozioni e imbarazzo e si preoccupa dei sentimenti dell’interlocutore, come un vero essere umano. Questo progetto va oltre le assistenti vocali di Microsoft e Apple poiché milioni di persone non si rendono conto dell’effettiva natura di Xiaoice, almeno nei primi dieci minuti di chat.

La quarta rivoluzione sarà la rivoluzione della robotica, dei veicoli autonomi, della stampa in 3D, ma non solo: nanotecnologie e biotecnologie, computing quantico e conservazione dell’energia trasformeranno il pianeta. E l’internet delle cose, la tecnologia che estende la rete agli oggetti rendendoli intelligenti, secondo le statistiche nel 2020 ne connetterà dai 25 ai 50 miliardi.

Ad oggi, l’internet degli oggetti inanimati è un tema caldo in campo tecnologico e si sta facendo strada fra idee innovative e diverse controversie. A gennaio una start up olandese: “The Things Network”, ha raccolto 295 mila euro grazie ad una campagna di crowdfunding con l’obiettivo di sviluppare nel 2016 una rete di enti intelligenti aperta, libera e decentralizzata, già presente in 26 città a livello globale.

L’impatto non sarà solo scientifico, ma coinvolgerà ogni aspetto delle attività umane, interessando l’economia, la politica e le persone stesse. L’obiettivo è migliorare il benessere della popolazione globale, ma i potenziali rischi sono diversi. Secondo gli esperti del Forum Economico, questo cambiamento potrebbe accentuare le disuguaglianze a livello lavorativo, ma aumenterà l’efficienza e la produttività a lungo termine. Il confine fra pace e guerra potrebbe diventare sempre più labile, ma la protezione migliorerebbe grazie agli avanzamenti tecnologici.

La Quarta Rivoluzione Industriale sta muovendo i suoi primi passi in un mondo veloce che vuole continuare a migliorarsi. Nei prossimi decenni ne vivremo le conseguenze, sia negative che positive.

Gaia Di Federico