Un team di ricerca cinese rilancia, dopo alcuni giorni dall’impresa compiuta al Max Planck Institute di Greifswald, la marcia verso la fusione nucleare stabilendo un nuovo risultato importantissimo: l’esperimento EAST (Experimental Advanced Superconducting Tokamak) è riuscito a sostenere per oltre 100 secondi idrogeno con una temperatura di circa 50 milioni di gradi Kelvin.

Lo strumento è in funzione dal 2006 ed è controllato dall’Accademia Cinese delle Scienze, il reattore coinvolto si trova ad Hefei. La differenza principale con lo strumento dell’istituto tedesco è quella che il Tokamak ha una struttura circolare a differenza di quella toroidale, molta più complessa, dello strumento situato a Greifswald.

In questo tipo di prove è importante tenere i gas a temperature estreme e soprattutto riuscire a tenere stabile e lontano dalle pareti del macchinario il plasma, tutto questo è possibile grazie a dei magneti molto potenti, con l’ausilio di una tecnica chiamata confinamento magnetico.

Gli esperimenti sono brevissimi e gli scienziati devono raccogliere tutto il necessario per lo studio in meno di un minuto, nei prossimi anni il team ha dichiarato di voler migliorare i risultati.

Le temperature per ora ottenute, sono come una brezza marina confrontate ai 4 mila miliardi di gradi centigradi raggiunti dalle collisioni dell’LHC nel 2012, in quel caso si era venuto a creare un plasma di quark e gluoni molto particolare.

Il risultato è un’orizzonte nuovo per tutti i membri dell’ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), il progetto internazionale che da anni coopera per allargare le frontiere della fusione termonucleare, anche il reattore EAST è gemellato e collabora com questo team che conta oltre 40 sistemi di monitoraggio.

L’obiettivo è quello di creare un reattore capace di generare una fusione per 400 secondi a temperature vicine 100 milioni di gradi centigradi, sicuramente la Cina, insieme ai colleghi europei, si lancerà pronta ad arrivare ad una metà che se raggiunta aprirebbe una nuova frontiera per l’energia pulita.

 

Gianluigi Marsibilio