Gli scienziati della Harvard University hanno stampato un cervello attraverso le tecniche 3D e osservando la crescita del finto organo sono venuti a capo di un mistero da anni insolvibile: come la corteccia cerebrale sviluppa i suoi solchi.

Lo studio è stato pubblicato su Nature e potrebbe far luce su alcuni misteri legati alla formazione della materia grigia.

La studiosa di Stanford Ellen Kuhl ha parlato così dei risultati ottenuti grazie alla ricerca: “I loro risultati potrebbero avere conseguenze di vasta portata clinica per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione di una vasta gamma di disturbi neurologici”.

I feti  formano queste pieghe studiate dai ricercatori non prima delle 23 settimane di gestazione, la struttura del cervello umano permette la connettività attraverso la corteccia, in caso di superficie liscia, come per il cervello dei ratti o animali più piccoli, le interazioni non sarebbero possibili.

In questi ultimi anni numerose scoperte sono state fatte sul cervello, alcune settimane fa sempre su Nature è stato pubblicato uno studio guidato da ricercatori italiani: una tecnica di mantenimento delle cellule staminali neoplastiche del glioblastoma, tumore abbastanza comune e più maligno tra le neoplasie della glia.

Al centro del meccanismo c’è la proteina ID2 in grado di bloccare, secondo gli scienziati, la crescita del tumore.

Impedire i meccanismi dell’ID2 può mettere freno all’espansione del glioblastoma o migliorare le condizioni del malato dopo l’intervento.

Studiare il cervello è importantissimo non solo per bloccare tumori ma anche, come nel caso della prima ricerca, per sviluppare uno studio su patologie come autismo, la schizofrenia o morbo di Alzheimer.

Gianluigi Marsibilio