Conoscere l’origine e l’evoluzione delle acque profonde dell’oceano è di importanza fondamentale per la comprensione delle lente dinamiche degli abissi, che contribuiscono a determinare il clima del pianeta e le sue variazioni” è quanto afferma il professor Angelo Rubino, docente di Oceanografia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

La relazione completa dello studio in questione è stata pubblicata sulla rivista scientifica PLOS ONE il 13 gennaio 2016, a cura del gruppo di ricerca internazionale coinvolto nell’indagine.

Al fine di provare che le variazioni climatiche sono in parte determinate dai moti convettivi di ingenti quantità di acqua, sono stati studiati vari campioni prelevati nel Mar Mediterraneo, dapprima nell’ottobre 2009, poi nel luglio 2010 ed infine nel giugno 2011.

Tuttavia una precisa identificazione delle acque e delle correnti marine può essere molto complicata.

Questi studi, effettuati nella zona orientale del Mar Mediterraneo, hanno infatti rivelato che le differenze di salinità e temperatura tra le profonde masse d’acqua (appartenenti al Mar Adriatico, al Mar Ionio ed al Mar Egeo) diminuiscono nel corso del tempo, rendendole quasi indistinguibili.

Pertanto il nuovo metodo utilizzato non è più impostato sui criteri di temperatura e di salinità dell’acqua. È invece basato sull’uso del mercurio, degli isotopi dell’ossigeno, del carbonio biopolimerico e anche sull’impiego di particolari indicatori di attività batterica; un approccio diverso, più progredito ed efficace per analizzare il moto delle correnti marine e delle determinate conseguenze.

In seguito a queste osservazioni si è rilevata la presenza di due diverse masse d’acqua negli abissi del Mar Ionio: esse sarebbero le correnti adriatiche ed egee, che, propagatesi tramite il movimento dei fondali marini, avrebbero trasportato marcatori biologici, batteri e microrganismi nelle profondità ioniche.

Gli scienziati, tra cui genetisti, oceanografi fisici e biogeochimici, sperano che questa nuova tecnica venga anche utilizzata nello studio delle vaste acque oceaniche: grazie ad essa è effettivamente possibile accertare la presenza di specifiche e determinate masse d’acqua anche se poco percepibili, essendo comparabili ad altre masse d’acqua appartenenti agli abissi circostanti.

Cristiana Picchi