Amnesty International ha denunciato lo sfruttamento, minorile e non, derivante dall’estrazione di cobalto per la realizzazione di strumenti tecnologici. L’interesse è stato rivolto in particolare alla situazione della Repubblica Democratica del Congo, dove vengono prodotte circa 56 000 tonnellate di cobalto l’anno. Sono stati intervistati 90 lavoratori tra cui 17 bambini.

Dallo studio emerge che esistono due diversi tipi di estrazione. Il primo consiste nello scavare in profondità nel sottosuolo fino a giungere alla scoperta di minerali; ciò avviene attraverso l’utilizzo di mezzi arretrati come scalpelli e altri utensili manuali. Il secondo, invece, consiste in una ricerca nei materiali scartati dalle zone industriali, per ricavare ogni genere di minerale; è una pratica del tutto illegale che coinvolge anche donne e bambini, soprattutto nei compiti di lavaggio e smistamento .

Dalle interviste emergono pessime condizioni lavorative: eccessive ore di lavoro e mancanza di un adeguato equipaggiamento. Numerosi problemi si riscontrano anche a livello fisico: la cattiva ventilazione delle miniere comporta l’inalazione di grandi quantità di particelle di cobalto che porta problemi polmonari o comunque respiratori e inoltre,il sollevamento di pesanti sacchi causa problemi alla schiena o ad altre parti del corpo.

Nel 2014 un particolare studio riguardante lo sfruttamento minorile è stato effettuato dall’UNICEF su un campione di circa 40000 ragazzi e ragazze. È emerso che mentre gli studenti lavorano circa 12 ore al giorno, coloro che non possono permettersi un’istruzione sono costretti a lavorare 24 ore, per una paga di circa uno-due dollari al giorno. Numerosi sono i maltrattamenti subiti dai giovani, che si verificano ogni qual volta vengano superate le concessioni.

Per far fronte alla piaga dello sfruttamento minorile, lo stato nel 2009 ha emanato una legge che offre un’istruzione a livello primario gratuita a tutti i bambini, con l’aggiunta della garanzia di un pasto al giorno. La legge però non ha avuto gli effetti desiderati in quanto i genitori, vivendo nella povertà, sono costretti a far lavorare i propri figli per garantire la sopravvivenza della famiglia.

La Repubblica Democratica del Congo è uno degli stati che ha aderito ai vari trattati internazionali, riguardanti sia la salvaguardia dei diritti umani e dei lavoratori, sia la prevenzione dello sfruttamento minorile. Nonostante ciò, questi accordi non vengono rispettati.

Diletta Tatonetti.