Una scoperta importante per la storia dell’astronomia arriva dallo studio pubblicato sulla rivista Science dal Professor Mathieu Ossendrijver, esperto di storia di scienza antica all’Università Humboldt di Berlino. Attraverso cinque reperti appartenenti alla popolazione babilonese, è stato possibile rintracciare una tecnica di calcolo geometrico utile per l’individuazione di Giove.

La straordinarietà della scoperta sta  nell’incredibile accuratezza delle misurazioni rinvenute su questi reperti; per l’individuazione del pianeta sono usate “procedure trapezoidali”, che si pensavano scoperte in Europa solo 14 secoli dopo.

Incredibile anche la storia dello stesso professore che ha cominciato, quasi per caso, a dedicarsi a ricerche sull’astronomia dell’antica Babilonia.

La ricerca è stata completata grazie al ritrovamento della quinta tavoletta, in cui non vengono più menzionate figure geometriche, ma si attua lo stesso calcolo con i numeri; grazie a questa prova,  l’astrofisico e storico ha riconnesso il lavoro svolto sulle prime quattro tavole e ha composto il puzzle che l’ha portato alla scoperta.

 

Per la nostra seconda storia andiamo nello spazio. Sulla ISS sono stati coltivati organismi presenti nelle rocce del Polo Sud, ad ospitare l’esperimento è stata la piattaforma dal nome EXPOS-E, situata fuori dal modulo europeo Columbus della Stazione Spaziale. Tutto questo allo scopo di simulare le condizioni dell’ambiente marziano e condurre rilevamenti astrobiologici. I funghi erano stati prelevati da alcuni ricercatori già da qualche anno nella McMurdo Dry Valleys in Antartide, uno dei luoghi della terra considerati più simili a Marte. Questi dati raccolti serviranno non solo al futuro degli insediamenti umani sul Pianeta Rosso, ma anche ad avere risposte sulla possibile presenza di vita sul pianeta.

Chiudiamo la rubrica con un dato rilasciato dall’organizzazione TRAFFIC, che da anni si occupa della protezione degli animali, delle statistiche preoccupanti arrivano dal numero di rinoceronti abbattuti in Africa dai bracconieri. Sono in totale 1,312 quelli abbattuti illegalmente, il Sud Africa ha il triste primato in questa classifica con all’attivo un numero di 1,175 esemplari uccisi.

Anche paesi come Namibia, Kenya e Zimbabwe compaiono nel focus.Gli animali vengono uccisi per il loro corno venduto in grandi quantità al mercato nero, particolarmente in quello asiatico.

Gianluigi Marsibilio