Il World Economic Forum lancia un allarme per quanto riguarda la produzione e il consumo globale di plastica: secondo le stime, nel 2050 si produrrà il triplo della plastica rispetto al 2014. Oggi vengono prodotte 311 milioni di tonnellate di materie plastiche, ottenute dalla lavorazione del petrolio: nel 1964 la produzione annua si attestava intorno alle 15 tonnellate, mentre nel 2050 se ne prevedono più di 1000 tonnellate.

Un terzo della plastica utilizzata non entra nel ciclo di differenziazione e riciclaggio e si riversa negli oceani, diventando una minaccia per la salvaguardia delle spiagge e della fauna marina. Nel 2050 il peso dei rifiuti plastici gettati in mare eguaglierà quello dei pesci, mentre oggi rappresenta un quinto del peso totale degli abitanti dei mari. Si stima che la perdita annuale nel turismo e nella pesca causata dall’inquinamento delle materie plastiche è di 13$ milioni di dollari.

Lo scenario che si prospetta è preoccupante anche dal punto di vista del consumo di petrolio, che aumenterà dal 6% attuale al 20% nel 2050. Questa combustile fossile è fondamentale per la produzione delle materie plastiche, ma è una fonte non rinnovabile e inquinante per l’ambiente.

I dati sono esposti in un report del World Economic Forum pubblicato la scorsa settimana con l’obiettivo di presentare informazioni e scenari per la nascita di una migliore economia della plastica nei prossimi. In questi giorni è in corso a Davos, in Svizzera, il Forum Economico Mondiale, un incontro annuale in cui i top leader mondiali in economia, governo e organizzazioni internazionali analizzano le problematiche globali e danno forma a nuovi obiettivi da raggiungere nella salvaguardia e benessere di tutti. Il tema di quest’anno è la Quarta Rivoluzione Industriale che stiamo vivendo nello sviluppo sempre crescente dell’hi-tech.

Fra i temi affrontati c’è anche quello della produzione eccessiva e dannosa di plastica: dal rapporto nasce lo stimolo alla creazione della New Plastic Economy, fondata sulla produzione e consumo consapevole della materia. Il report raccoglie i dati di più di 200 studi nel campo e presenta scenari futuri allarmanti con lo scopo di promuovere un miglioramento della situazione attuale. Vengono esposte idee e innovazioni nella produzione della materia che ridurrebbero i consumi e gli sprechi, come la rimozione degli additivi dai polimeri della plastica e la sperimentalizzazione di un super polimero che riduca i costi e aumenti le proprietà della plastica dopo il riciclaggio.

Mogens Lykketoft, president dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la 70esima seduta, apre così il report: “Viviamo in un momento importante della storia, un momento in cui la comunità internazionale si è unita per concordare su una cornice ambiziosa al fine di risolvere alcune delle sfide globali che più intimidiscono.” Fra queste, l’emergenza plastica è tra le più rilevanti.

Gaia Di Federico