L’Agenzia Spaziale Europea nella giornata di ieri ha presentato le previsioni per l’anno appena iniziato. Dieter Woerner, direttore dell’Esa ha parlato molto bene anche del nostro paese: “Le risorse che l’Italia mette nell’ESA, rappresentano un capitale d’investimento nell’innovazione tecnologica e nei nuovi servizi per i cittadini che la new Space Economy sta sviluppando”.

L’Italia, attraverso il governo, ha raddoppiato il suo impegno con 512 milioni destinati alla ricerca spaziale, attualmente siamo il terzo paese finanziatore delle attività: davanti a noi, per fondi messi a disposizione, solo la Germania e la Francia con delle quote di partecipazione vicine al 25%.

Il budget complessivo dell’Agenzia Spaziale segna un aumento del 18%, raggiungendo quota 5,25 miliardi di contributi; il maggior contribuente rimane la Commissione Europea che stanzia una cifra superiore al miliardo di euro.

La parte più consistente del denaro (30%circa) è dedicata ai programmi di osservazione del nostro pianeta terra. Altra grande fetta del budget sarà destinata allo sviluppo e manutenzione della piattaforme di lancio, imprenscindibili per svolgere attività nello spazio.

Roberto Battiston, che abbiamo avuto l’opportunità di incontrare alcuni giorni fa, ha dichiarato sul sito dell’ASI ( agenzia spaziale italiana): “L’impegno italiano nello spazio è sempre più importante e si pone come elemento trainante per ottenere un ritorno non solo per le imprese coinvolte direttamente nel settore ma per tutta l’economia del nostro paese”.

Il nostro paese ha incrementato la sua autorevolezza nelle gerarchie dell’ESA anche grazie al progetto per il lanciatore Vega C, che ha permesso di rinforzare la posizione di alcune aziende leader nel settore aereospaziale come Avio.

Non solo notizie positive sono emerse dalla conferenza, il ritardo della missione ExoMars preoccupa e non poco i vertici dell’ESA, la partenza del rover europeo potrebbe slittare al 2020 nel caso in cui i finanziamenti necessari al progetto manchino ad arrivare. Battiston, sempre dal sito dell’ASI, ha ricordato l’importanza del progetto: “Se ci dovessero essere dei ritardi e dei problemi di finanziamento risulta prioritario capire il perché e come affrontare la situazione. Ricordo che le risorse che il governo italiano investe su Exomars, come su altri progetti, sono un capitale investito con idee molto precise sul tipo di ritorno che il nostro Paese deve avere”.

Gianluigi Marsibilio