Una prima volta storica: la sonda Rosetta ha trovato sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko appezzamenti di ghiaccio. La notizia è apparsa su Nature nella giornata di mercoledì, il rilevamento è stato possibile grazie a VIRTIS, spettrometro dell’Agenzia Spaziale Italiana, ideato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e realizzato da Finmeccanica Selex-Es.

Le zone ricoperte dal ghiaccio sono principalmente due, nelle aree la temperatura è di -120°; a ricoprire gran parte dell’oggetto però è un composto organico scuro.

Lo studio è riuscito a comprendere anche la natura dei piccoli granelli di ghiaccio, molto presenti nelle due aree in questione, facendo emergere la differenza di struttura tra i due tipi di grani, implicando una differente formazione. Gianrico Filacchione, a capo del team di ricerca, ha affermato su Media Inaf: “Le due diverse popolazioni di grani di ghiaccio d’acqua implicano un diverso processo di formazione”. Le regioni analizzate dallo studio sono Hapi e Imhotep, nella prima i granelli sono piccoli, mentre nell’altra zona l’evoluzione è notevolemente “più complessa”, ha precisato lo studioso.

Il team di ricercatori ora sta osservando i dati raccolti durante il passaggio vicino al sole, nonostante l’attesa per il risveglio di Philae (lander sulla cometa 67P), buone nuove sono ugualmente arrivate dalla cometa.

La missione Rosetta continuerà fino al 2016, quella del lander si chiuderà a fine gennaio, perchè lo strumento sarà troppo lontano dal sole per ricaricare i suoi pannelli e la temperatura superficiale della cometa si farà troppo bassa per permettere un’interazione tra il centro controllo e Philae.

Gianluigi Marsibilio