“Stiamo ancora raccogliendo dati e le prime analisi ancora sono complete” così ha commentato Gabriela Gonzales, fisico dell’Università della Louisiana, le indiscrezioni sulla possibile conferma della scoperta delle onde gravitazionali.

Lawrence Krauss l’11 gennaio sul suo account twitter, come vi abbiamo anticipato ieri, dava per certo il rumor sulla scoperta al 60%. Esattamente un giorno più tardi è arrivato anche un post sul blog del fisico Lubos Motl, in cui veniva precisato un dato sensazionale: attraverso l’aggiornamento avuto dal rilevatore LIGO, da circa 200 milioni, sarebbe stato possibile individuare delle onde provenienti da due buchi neri colti durante la loro fusione.

In un articolo di Nature sono arrivate tutte le precisazioni: i primi dati non saranno pronti prima della fine di febbraio e l’esperimento dovrà procedere ad ulteriori indagini per procedere ad ulteriori aggiornamenti.

Sempre alla famosa rivista scientifica, Laura Cadonati, a capo della squadra di analisi di LIGO, ha riferito che difficilmente gli scienziati potrebbero valutare segnali così precoci, si potrebbe trattare benissimo di un falso allarme (basti ricordare la vicenda BICEP2).

Ora si teme per la “creazione di false aspettative nel pubblico e nei media”, ma il team ha rassicurato tutti dicendo che continuerà il lavoro con serenità e lontano dai riflettori.

Gianluigi Marsibilio