In Germania il 2016 non comincia nel migliore dei modi. A Colonia la tensione è alta: la città è blindata, con ben due manifestazioni nel centro della città, a seguito delle aggressioni contro alcune donne avvenute la notte di SanS ilvestro. La piazza è divisa in due fazione: da un lato i militanti del movimento anti-islamico Pegida e del partito di estrema destra Pro Koehln; dall’altro, con una contro-manifestazione di organizzazioni anti-razziste.

La situazione è precipitata: la polizia, presente con molti automezzi blindati (tra cui cannoni ad acqua) ha dovuto utilizzare i lacrimogeni per disperdere alcuni manifestanti, dopo che erano stati accesi fumogeni e lanciati alcuni oggetti. Dopo gli scontri la manifestazione è stata sospesa. Poco prima del corteo, Lutz Bachmann, il cofondatore di Pegida ha messo online la foto di una maglietta con la scritta “no ai rifugiati violentatori”.

Ma in piazza non è sceso solo chi è contro gli immigrati. Un flash mob è stato organizzato da gruppi di femministe sulla scalinata del duomo di Colonia: “Rispetto, solidarietà e nessuna tolleranza” è lo slogan più scandito. Un concetto ribadito anche nei tanti cartelli che coloravano le strade circostanti la basilica. Le femministe hanno utilizzato fischietti e agitano tamburelli riempiendo di suoni la piazza antistante il Duomo.

Un’intera città scende per le strade per manifestare contro lo stesso “nemico” con due modalità completamente differenti. Alcuni pensano di cobattere la violenza con altra violenza; sarebbe come dire: spegniamo il fuoco accendendo altro fuoco. Altri hanno pensato di fare rumore, di farsi sentire. Sono donne tedesce di ogni età che alla violenza subita rispondono con la musica, ricordando a tutti gli altri che “la violenza è sempre terribile, anche quando la causa è giusta”.

Fabio Beretta

(Foto ANSA)