Abbiamo incontrato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston; il dialogo con lui tocca temi importanti per il futuro della ricerca italiana e analizza il momento “stellare” del nostro paese tra le stelle. Laureato alla Scuola Normale di Pisa in fisica, ha ottenuto diversi incarichi in istituzioni come l’INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare). Nel 2014 è stato nominato dal Ministro dell’Istruzione Presidente dell’ASI.

D. Nella nostra epoca, scandita da grandi scoperte scientifiche e da un generale avanzamento della ricerca spaziale, che ruolo ricopre l’Agenzia Spaziale Italiana?

R. Nello Spazio, siamo un Paese all’avanguardia. La nostra tecnologia equipaggia le navi spaziali e i satelliti, che orbitano intorno alla Terra o che viaggiano nelle profondità della galassia. Nel 1964, siamo stati il terzo paese, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica, a lanciare autonomamente un satellite artificiale, il San Marco, partito dalla base statunitense di Wallops Island, in Virginia. Ancora oggi, oltre alla nostra importante partecipazione nell’Agenzia Spaziale Europea, abbiamo strettissimi e collaudati rapporti con la NASA e collaboriamo con tutti i più importanti attori internazionali.

D. Quali obiettivi si è prefissata l’ASI nei prossimi dieci anni?

R. Oggi il settore della ricerca e dell’industria dello spazio sta cambiando velocemente: non solo investimenti pubblici, ma partnership pubblico-private. Credo che a questa sfida l’ASI debba rispondere orientando il settore verso una maggiore espansione della domanda spaziale “mercantile”, e in particolare verso le aree extra EU. In questo senso l’Agenzia Spaziale Italiana ha predisposto un piano per lo sviluppo dell’industria nazionale nel settore importantissimo dei piccoli satelliti ad alta tecnologia. In questo campo il mercato internazionale si sta muovendo molto rapidamente e sono allo studio svariati progetti di mega-costellazioni che coinvolgono migliaia di piccoli satelliti (tra i 2 e i 3 mila entro il 2020 secondo proiezioni di mercato che prevedono un aumento di circa il 20% annuo). Si tratta di un segmento importante in costante evoluzione dal punto di vista tecnologico, dei costi e delle prestazioni, e particolarmente abilitante del settore consumer dell’industria elettronica consumer e delle applicazioni smartphone.

D. Paolo Nespoli tornerà sulla Stazione Spaziale Internazionale confermando l’eccellente lavoro degli scienziati italiani. Queste scelte come possono influenzare la nuova generazione di astronauti del nostro Paese?

R. Paolo è una certezza, ed è perfetto per affrontare la terza missione di lunga durata dell’ASI. La sua grande esperienza e le competenze che ha accumulato fino ad oggi sono in linea con la grande tradizione italiana nel campo spaziale. Lui, come gli altri astronauti italiani, sono sicuramente un esempio della tensione verso la conoscenza e la scoperta. Un astronauta infatti è soprattutto un esploratore. Quindi rappresenta una delle caratteristiche più salienti della storia dell’uomo, l’esplorazione fa parte del DNA umano. E le rotte che gli esploratori hanno tracciato sulla terra, sui mari, nei cieli e nello spazio, mappano l’evoluzione della nostra specie, nello spazio e nel tempo.

D. Che ruolo avrà l’ASI nella conquista di Marte? C’è la possibilità di avere un membro italiano nell’equipaggio che porterà l’uomo sul pianeta rosso?

R. E’ presto per dirlo, ma credo proprio che ci saremo. Così come siamo protagonisti nella missione dell’Agenzia Spaziale Europea Exomars che partirà a marzo del 2016 per portare per la prima volta l’ Europa sul pianeta rosso. L’uomo su Marte è un’avventura che si compirà tra 20, forse tra 30 anni. Ma la data alla fine non conta. E’ importante sapere che è il prossimo grande obiettivo dell’esplorazione umana nello spazio.

3.-Roberto-Battiston_Presidente-ASI

D. Oltre alla conquista della Luna, quale ritiene sia la più grande impresa spaziale compiuta dall’umanità?

R. Senza dubbio la Stazione Spaziale Internazionale, che è l’avamposto permanente dell’uomo nello spazio. Lo è non solo dal punto di vista scientifico e tecnologico, ma anche perché è un grande esempio di collaborazione tra le nazioni. La stazione da 15 anni accoglie astronauti di diverse nazioni che sulla Terra sono spesso in competizione se non addirittura in una situazione di confronto. Ma lassù, a 400 chilometri dalla terra, ad una velocità di circa 28mila chilometri all’ora, la collaborazione non è mai mancata. Non può mancare.

D. Quale è stato, fino ad oggi, il punto più alto della ricerca spaziale nel nostro Paese?

R. Ce ne sono stati tanti. Dal punto di vista tecnologico mi viene in mente il modulo logistico Leonardo lanciato nel marzo 2001 che ha consentito all’Italia di diventare la terza nazione, dopo Russia e Stati Uniti, ad inviare in orbita un elemento della ISS. La famosa cupola da dove gli astronauti fanno quelle bellissime fotografie della Terra è stata realizzata da una serie di industrie sotto la guida di Thales Alenia Spazio: oggi oltre il 50 per cento del volume abitabile della Stazione è costruito in Italia.

D. In molti ritengono che la ricerca spaziale sia superflua. Come si può spiegare il ruolo fondamentale che esercita nelle nostre vite? Potrebbe farci alcuni esempi pratici?

R. Se per ipotesi domani con un interruttore spegnessimo i satelliti, non avremmo più i sistemi di navigazione GPS, né i sistemi di controllo del traffico o le previsioni meteo accurate, solo per fare alcuni esempi. Torneremmo indietro mezzo secolo.

D. L’uomo conosce solo una minuscola porzione del cosmo. Si potrà mai arrivare a conoscere completamente la struttura dell’universo?

R. Chissà. L’importante è provarci. Ci consola e ci motiva il pensiero che pur essendo fatti di una materia che non è maggioritaria in un universo dominato dalla materia oscura, pur vivendo su un pianeta qualsiasi, attorno ad una piccola stella, alla periferia di una galassia qualsiasi, insomma polvere, di polvere, di polvere, siamo in grado di osservare e cercare di capire l’intero universo fino ai primi suoi istanti di esistenza. Non male, non credete?

Redazione “Tra Scienza & Coscienza”