Mai come quest’anno si è creata una mobilitazione civica in favore di migranti e richiedenti asilo. Tante le iniziative spontanee partite dei cittadini

Il 2015 è statto un anno particolare, che sarà ricordato in particolare per l’ondata di migranti che hanno lasciato la propria terra per raggiungere l’Europa. Numerose sono state le iniziative nate “dal basso”, che hanno visto sempre più persone comuni di tutta Italia, da Nord a Sud, mobilitarsi in favore dei migranti e dei richiedenti asilo.

Quest’anno per la nostra penisola è stato l’anno dell’accoglienza. Mai prima d’ora si era vista una mobilitazione di così tanti cittadini in favore dei richiedenti asilo. Come anche nel resto d’Europa, le iniziative lanciate (spesso quasi per caso) dalla popolazione hanno permesso alle Istituzioni di fronteggiare situazioni emergenziali in diversi territori e di ovviare alle lacune dello Stato.

Una delle esperienze più importanti di accoglienza dal basso è nata Roma, a pochi passi dalla stazione Tiburtina, dove un gruppo di volontari, per tutta l’estate, ha fornito assistenza a circa 35 mila richiedenti asilo, con il solo supporto per la parte sanitaria e legale, delle associazioni. Ma anche Milano da il buon esempio: già dallo scorso anno i cittadini si sono messi al lavoro spontaneamente per accogliere i tanti profughi che passano dalla stazione centrale. L’esperienza è continuata, rafforzandosi, anche nel 2015. Questa volta con l’aiuto del Comune meneghino, che ha coordinato il lavoro dei volontari insieme ad associazioni e cooperative sociali.

Immigration: ship frigate Espero patrol Mediterranean Sea

E ancora Bolzano, Torino, Palermo, Bologna. Tutte ueste iniziative, insieme a molti altri piccoli progetti nati in questi mesi, tracciano la mappa di un’Italia che da un nuovo approccio civico e solidaristico al fenomeno migratorio. Le rivolte davanti ai centri di accoglienza sembrano un vago ricordo. Tuttavia, se la disposizione dei cittadini sembra cambiata, non lo è quella delle istituzioni.

Come si legge nell’ultimo Rapporto sull’Accoglienza del Ministero dell’Interno 2015, il 70%  delle strutture destinate all’accoglienza dei profughi è un Centro di accoglienza straordinaria. Lo Stato, dunque, continua a ricorrere a un sistema di emergenza per fronteggiare a un fenomeno strutturale nel nostro paese; nel frattempo i cittadini si rimboccano le maniche dimostrando che un altro modo di fare accoglienza è possibile.

Fabio Beretta