La notte di Natale quest’anno sarà più luminosa che mai grazie alla Luna e al passaggio della cometa Catalina, visibile anche ad occhio nudo. Da 38 anni mancava il plenilunio nella notte del 25 dicembre e il prossimo sarà solo nel 2034

Osservando le vetrine addobbate, si nota un unico grande filo conduttore: le stelle. Le troviamo sulle cime degli abeti, sullo sfondo del presepe, nelle luminarie delle strade. Insomma, tutto rimanda ad un “Natale celestiale”. E quest’anno lo sarà per davvero con stelle cadenti, asteroidi, luna piena e cometa che garantiscono uno spettacolo da non perdere.

Questa notte, la Luna sarà la regina del cielo. Infatti è in fase di plenilunio, e la coincidenza con il Natale non accadeva da 38 anni: l’ultimo fenomeno del genere (denominato luna fredda o luna delle lunghe notti) si è verificato nel 1977 e il prossimo sarà nel 2034. Ma non solo: ravvicinata nello sfondo cosmico (a soli 66 anni luce) ci sarà la stella Aldebaran, un corpo celeste 1,7 volte più grande del nostro Sole (del quale è 500 volte più luminosa), che scomparirà gradualmente dietro il disco lunare. Alla vigilia sarà visibile (solo per gli astrofili dotati di un telescopio adeguato) l’asteroide denominato 2003 SD220, che passerà a 11 milioni di km di distanza dalla Terra. Ha una forma allungata a sigaro e ritornerà nelle vicinanze del nostro pianeta nel 2018.

Mentre la pioggia delle stelle cadenti Geminidi continuerà per tutto il mese di dicembre, sta notte sarà visibile la cometa Catalina (C/2013 US10) così chiamata perché scoperta da Richard Kowalski durante la “Catalina Sky Survey” dall’osservatorio vicino a Tucson in Arizona il 31 ottobre 2013.

Già da oggi è visibile all’alba, ad occhio nudo, mentre a gennaio si potrà inseguire con lo sguardo durante la notte. Quando fu scoperta, Catalina aveva tratto in inganno. Si riteneva fosse un asteroide del diametro di circa 20 km, ma ulteriori osservazioni hanno rivelato la sua provenienza dalla Nube di Oort, il grande serbatoio di comete che circonda il Sistema Solare. Questa dovrebbe essere, quindi, la prima volta che si avvicina alla Terra.

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“Ora si vede nella costellazione della Vergine verso est-sud est – afferma Paolo Ochner dell’Osservatorio astronomico di Asiago, che la sta controllando con il telescopio di Cima Ekar -. Ma si sposterà rapidamente verso nord sorgendo più presto e dovrebbe raggiungere la massima luminosità nelle prossime settimane, sempre che non si frammenti come prevede un guru colombiano”. Il 17 gennaio sarà nel punto più vicino alla Terra, a 108 milioni di km nell’Orsa Maggiore.

Vicino al Sole è transitata il 15 novembre (alla velocità di 46,4 km/s). Catalina ha iniziato il suo viaggio alcuni milioni di anni fa a circa un anno luce dalla Terra, percorrendo un’orbita iperbolica. “E’ probabile – continua Ochner -, che non torni mai più nelle vicinanze della Terra”. Si fa notare per via delle sue due code (una delle quali è lunga circa 800 mila km): la prima di polveri biancastre e un’altra azzurra, di plasma, con particelle elettricamente cariche.

“Quella di polvere appare in direzione del Sole, ma è un effetto prospettico – conclude l’astronomo -, perché ovviamente le code si proiettano nella direzione opposta”. Questo sarà davvero un Natale stellare. Buone Feste.

Fabio Beretta