Gli esperimenti ATLAS e CMS del LHC (Large Hadron Collider) di Ginevra hanno evidenziato alcune anomalie nella produzione di coppie di fotoni. I dati hanno rivelato un probabile bosone, se la particella si rivelasse esistente risulterebbe 9 volte più massiva del quark top, la più massiva particella elementare scoperta fino ad oggi, e 12 volte più massiva del bosone di Higgs. Le ipotesi sono due: o si tratta di una nuova particella che rivoluzionerà per sempre la fisica, oppure i dati sono frutto di errori statistici compiuti dai rilevatori. Il fattore più importante è: tutti e due gli esperimenti del CERN hanno mostrato queste stranezze.

LHC è ripartito all’inizio dell’estate, da allora, come ha detto Marco Delmastro su ”Le Scienze”: “molti di noi hanno dormito davvero poco nelle ultime settimane”. L’obiettivo era presentare nel seminario del 15 dicembre dei dati che lasciassero intravedere nuove prospettive.

Gli esperimenti cercano di rivelare particelle instabili che decadano in particelle già conosciute; i fisici cercano di ampliare la comprensione del modello standard che davanti a problemi come quello della materia oscura si blocca. Una delle teorie più accreditate e studiate dai fisici è quella della super-simmetria e la conferma di questi dati porterebbe ad un buon avanzamento di questa ipotesi.

Da marzo a oggi al CERN sono avvenute collisioni alla velocità di 13 TeV, in passato gli scontri si realizzavano con un’energia pari a 8TeV (teraelettronvolt). Questa unità di misura è un multiplo dell’elettronvolt ed equivale a 1.000 miliardi di eV.

Il collisore di particelle è costato circa 10 miliardi di dollari, il suo scopo è quello di far scontrare particelle in un tunnel di 27 chilometri ad una velocità del 99,9999991% rispetto a quella della luce, oltre 3000 fisici lavorano ai vari esperimenti e da quando sono stati riavviati i lavori, tutti sono alla ricerca di nuove rilevazioni che dovrebbero rivoluzionare la comprensione della nostra realtà, proprio per questo la Dott.ssa Spiropulu, ricercatrice del CERN, ha detto: “Stiamo entrando in un’era dove sarà necessario fare un salto nel buio”.

 

Gianluigi Marsibilio